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IMMUNITAV

dicembre 22, 2019

“Alberto Cirio, è tornato a parlare oggi dell’arresto di Rosso e sulle dimissioni da assessore nel corso della giornata trascorsa in provincia di Cuneo.(…)”:
“Noi amministratori locali dobbiamo stare attenti alle infiltrazioni mafiose, meno lontane di quanto possiamo percepire, anche in territori che sembrano immuni”

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Alberto Cirio e Roberto Rosso

Lo si legge il 22 dicembre 2019 sul sito sempre bene informato “Lo spiffero” che si vanta di pubblicare “quello che gli altri non dicono” sulla vita politica della fu capitale sabauda…

Ora io francamente non so cosa facesse Cirio prima di essere chiamato a governare la regione più “scollegata” dall’Europa che ci sia: so solo che frequentava – lautamente pagato da noi normali cittadini – proprio il parlamento dell’Unione e immagino che da Strasburgo e/o Bruxelles seguisse con attenzione e favore gli sforzi del suo predecessore Chiamparino per toglierci dall’isolamento. Passando velocemente in rassegna le migliaia di foto della manifestazioni “spintanee” SI TAV delle sette madamine arancione, non di rado vi appare con che ne condivideva l’ansia di progresso; tutte persone disinteressate, con un alto senso etico della politica, della sua funzione di servizio, e naturalmente “trasversali” – come ormai si usa tra persone di mondo…Da Rixi&Siri a Lara Comi, da Sozzani, a Robertorosso (che lui non voleva assieme perché piantagrane, ma impostogli dalla Meloni che peraltro lo ha immediatamente scaricato in attesa di cancellarlo da tutte le immagini in rete con Photoshop!). Trasversali, si diceva, perché a quelle manifestazioni c’era tutto il Piddì, pur consapevole che Sergio era spacciato e pronto a lasciare la politica…più o meno come Renzi…

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 Roberto ROSSO pioniere SITAV a Bruzolo il 27 marzo 2006 presso il capannone SITALFA 

Rosso – del resto – era un antesignano del si incondizionato al “Tav” Torinolione, gli va riconosciuto che molti anni prima di srotolare uno striscione dal balcone della Sala…rossa era addirittura venuto in Val di Susa, a sfidare il popolo No Tav “in casa”, in quel di Bruzolo, ospite del sindacato delle costruzioni della CISL, a sua volta ospite del Gruppo-Gavio o di una delle sue tante sigle, Sitalfa, società per gli appalti in house di SITAF varata dal suo ex AD, certo Mariovirano (per il quale ferrovie e autostrade pari sono, purché scorrano fiumi di calcestruzzo, ma naturalmente ecosostenibile). E dal quel microfono avevano arringato “trasversalmente” gli edili cattolici sia l’ex assessore di Cirio che l’ex assessore di Chiamparino: Rosso e Saitta. Diede forfait solo Raffaelebonanni – (qualcuno se lo ricorda?) all’epoca fresco di nomina al vertice del secondo sindacato nazionale: contrariato da tutte quelle bandiere No Tav fece invertire la marcia al suo autista nel timore (forse) che la sua Lancia Thesis di rappresentanza potesse subire un oltraggio dai rozzi valligiani…E se ne tornò da dove era venuto non dopo averci avvertito col più classico dei “voi non sapete (ancora) chi sono io”…

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Roberto ROSSO a Bruzolo il 27 03 2006 alla manifestazione proto-si tav della Filca CISL

La lunga militanza di Rosso nella banda del buco(da 57 km) – quindi – non si discute. Discutibile invece la “excusatio non petita, accusatio manifesta” che il giornale on line del mai riposto orgogliosabaudo  (del resto surrogato per anni dall’altra famigliareale di Torino, gli Agnelli) – attribuisce al neo governatore di quanto resta – al di qua delle Alpi – della Savoia:

“Noi amministratori locali dobbiamo stare attenti alle infiltrazioni mafiose, meno lontane di quanto possiamo percepire, anche in territori che sembrano immuni”

Che dobbiate stare attenti è il “minimo sindacale”, quanto ai territori che sembrano immuni sarebbe interessante sapere di cosa sta parlando e se la sua permanenza all’estero sia stata più lunga di quanto il mandato parlamentare continentale autorizzerebbe a supporre.

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la scritta (inizialmente No Tav, No Mafia) da anni sul monte Musiné all’imbocco della val di Susa

Perché se questo è il livello di “percezione” di chi si è candidato a governare la regione più importante del nordovest non c’è da dormire tranquilli: mai sentito parlare di Bruno Caccia, signor Cirio?  non è solo il nome del palazzo di giustizia da cui è partito l’ordine di arresto per il suo (ex) assessore di fiducia, ma quello di un magistrato integerrimo, pioniere della lotta alla Mafia in Piemonte e Valle d’Aosta e da questa ucciso qui a Torino (!) oltre 30 anni fa, nel 1983, quasi 10 anni prima che venissero trucidati – con le loro scorte, nel 1992 – Falcone e Borsellino nella Sicilia di Totòriina! E lo sa che ancora stata posta la parola fine su mandanti e ragioni dell’omicidio? Ma visto che lei è relativamente giovane e governa l’intera regione e non solo il capoluogo dovrebbe almeno aver presente un processo di qualche anno fa  conseguente a una vasta operazione antimafia denominata Minotauro, con tutte sentenze passate in giudicato…O almeno, visto che da quanto emerge anche dalle indiscrezioni dello “Spiffero” oltre che di autorevoli quotidiani come il “Corriere della Sera” alcuni dei politici a lei più vicini avrebbero incautamente incontrato conclamati ‘ndranghetisti per “ragionare” di elezioni comunali e trafori internazionali, non le parrebbe il caso di leggersi l’Ordinanza di Custodia Cautelare di una operazione ben più recente soprannominata significativamente “San Michele”? E magari chiedere a uno dei suoi tanti consulenti legali istituzionali di riassumerle almeno l’esito dei relativi processi “patteggiati” in attesa delle sentenza definitive sul resto? E visto che – sempre stando ad autorevoli indiscrezioni e in omaggio alla sopracitata trasversalità non sembra che in questo clamoroso caso siano coinvolti solo politici del suo partito e della sua maggioranza, sa che non tanto tempo fa due specchiati esponenti de PD finirono nei guai per aver incautamente chiesto voti ad alcuni “capofamiglie” (a loro insaputa appartenenti alle ‘ndrine) persino per le elezioni primarie di partito per la scelta del candidato-sindaco di Torino (tale Piero Fassino)?

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la scritta  Tav=Mafia sul monte Musiné all’imbocco della val di Susa (vista da B.ta Milanere)

Concludendo, se la sua percezione è quella che le attribuisce lo Spiffero io mi preoccupo perché lei è anche il mio governatore e non solo quello della maggioranza dei piemontesi. Se invece – come mi e le auguro – si tratta di una sintesi infelice e semplificativa del giornale, mi ascolti: si affretti a mandargli una convincente e urgente rettifica!

Borgone Susa, 22 dicembre 2019 – Claudio Giorno

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