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DE BELLO VALLICO

dicembre 4, 2018

LA GUERRASANTA SITAV DI CONFINDUSTRIA

Qualcuno tra noi si è chiesto – legittimamente – se non sia stato un errore “strategico” quello di invitare i consiglieri M5S di Torino a redigere e votare un odg contro il “TAV”. Vero è che c’era qualcosa di più che l’impressione che il governo gialloverde stesse andando pian piano verso un inaccettabile compromesso tra le sue componenti “asimmetriche”: si al Terzo Valico, si al TAP  e… “ni” (cioè stop per 5 anni) alla Lyon-Torino. Ma nonostante la  “mancanza di rispetto verso i poteri forti” avesse una connotazione così “veniale, dal rischio di fermare la macchina è partita l’escalation della lobby-cementisti; con l’adunata dei “40mila diviso 2 col resto di 1” sabato 10 novembre in Piazzacastello  fino alla “kermesse ad associazioni unificate” delle OGR del 3 dicembre.

Motivi per cui  ci si è sentiti un po’ costretti a scegliere Torino per una manifestazione No Grandi Opere Inutili e Imposte in luogo di tante iniziative  “diffuse” nei luoghi “sotto attacco” ambientale, giocando così un po’ “in difesa” anche a causa di una aggressione mediatica senza precedenti (Ancora in questi giorni le nostre consolidate e autorevoli ragioni vengono coperte da pagine di slogan improbabili ma ossessivamente ripetuti). 

Io, come tutti gli appartenenti al gruppo di coloro che in questi anni hanno lavorato a “smontare” le “ragioni del si al tav (peraltro mai validate, in un quarto di secolo, da un organismo indipendente) ho dato il mio piccolo contributo “tecnico” al dibattito che aveva portato al voto in Consiglio Comunale. E se proprio quel voto fosse stato l’atto “scatenante” non ho nessun problema ad assumermi la mia parte di responsabilità; del resto i consiglieri M5s di Torino volevano, (a buon diritto visto il programma su cui hanno raccolto il consenso di una larga maggioranza di cittadini) “fare qualcosa di No Tav” e se non lo avessero fatto sarebbero stati criticati aspramente per motivi opposti.

In più credo fosse inevitabile – per i nodi – di venire prima o poi al pettine: nel 2005 in Valle di Susa abbiamo  sostanzialmente portato a compimento quella che possiamo legittimamente considerare  la prima ribellione ambientalista a larga partecipazione popolare che ci sia mai stata in questo paese. Una rivolta che – a differenza di altre – non si è esaurita nella rimozione del cantiere di Venaus (una sorta di’Associazione Temporanea d’Impresa “LegaCoop/Compagnia delle Opere”); ma anzi: è proseguita con il tentativo reiterato (sia pure con esiti altalenanti), di “fare rete”: prima con le altre lotte italiane (“il cartun d’le ribelliun”) e poi con quelle continentali e non solo: (l’intuizione di Sabine, Martine e Paolo che chiamiamo Presidio Europa ma è molto di più).

Abbiamo accertato e “processato” . oltre alla inutilità dell’opera – le tante procedure illegali e i responsabili di esse, soprattutto grazie alla straordinaria iniziativa del Controsservatorio/Tribunale Permanente dei Popoli (un lavoro imponente forse ancora sottovalutato anche al nostro interno).

Siamo noi ad aver alzato continuamente l’asticella e l’ormai prossimo 30mo compleanno di lotta ha coinvolto e appassionato (al di la delle nostre stesse intenzioni e aspettative) tre generazioni e tutti coloro che non si sono rassegnati a tante battaglie perse ma giuste dentro e fuori la valle.

Lo hanno “finalmente”  capito persino in Confindustria; non Boccia che è il prestanome pro tempore, ma la filiale italiana della lobby degli alti funzionari che – col corredo di migliaia di “topi nel formaggio” decidono a tavolino come spartirsi la montagna di contributi pubblici che ogni anno spogliano i redditi di cittadinanza (dove ci sono), la previdenza, il diritto alla salute e all’istruzione trasferendoli nelle casse di UE, FMI,WTO & Co e nel fiume carsico di tangenti (multinazionali) di cui beneficiano tutti coloro che – a qualsiasi titolo – “entrano nel giro” (Chiomonte è un laboratorio a cielo aperto dove il fenomeno potrebbe essere studiato nei minimi dettagli fin nella oscurata ancorché conclamata infiltrazione mafiosa)). Ma  l’ esercito (armato) posto a difesa delle GOII non basta più: I Commissari ad acta ormai si fanno gli affari loro o si sono rivelati inadeguati, il PD di Renzi è stato licenziato da JP Morgan per inadempienza nella promessa cancellazione dei diritti costituzionali… Bisognava inventarsi dei pifferai magici & populisti che – magari – “nascessero in vitro nel web” (l’ambiente benigno che Grillo prima e Salvini oggi han dimostrato possa funzionare alla bisogna nel bene e nel male).

Per questo – secondo me –  la prova di forza l’ avrebbero fatta comunque, nel momento in cui il malloppo fosse sembrato davvero a rischio (non era mai successo finora): e a maggior ragione se al posto di Toninelli ci fosse stato – si fa per dire – Alberto Perino,

Non voglio evocare Salvador Allende e lo sciopero dei camionisti cileni – bisogna fare sempre le debite proporzioni – ma se sabato ottodicembre dovessero comparire  nel nostro corteo un “commando di gilet gialli” mi chiederei seriamente se e come si possa transitare da Ventimiglia al Colle della Scala, di questi tempi, senza essere fermati da un battaglione di gendarmeria & doganieri…

Quando abbiamo iniziato l’ennesima campagna ambientalista con la fondazione del “Comitato Habitat per la difesa della residua vivibilità della Valle di Susa”, il professor Claudio Cancelli ci invitò a riflettere sul fatto che ci stavamo mettendo di traverso tra “lorsignori” e 40mila miliardi di lire… Poco tempo dopo – (anche s-vendendo le  Autostrade ai Benetton) – Prodi ci avrebbe portato nell’Euro..Cosicché i soldi in ballo oggi sono un ordine di grandezza in più. Teniamone conto e auguriamoci un in bocca al lupo a tutti noi (specialmente ai nostri giovani)!

 Borgone Susa, 4 dicembre 2018 – Claudio Giorno

 

 

 

 

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