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LEGA-lità, LEGA-lità, LEGA-lità…

ottobre 14, 2018

Veduta di Riace dal terrazzo di una casa destinata all’abbandono

…E  così il capo di un partito che ha rubato 49 milioni di euro agli italiani farà chiudere, a Riace, una esperienza di accoglienza unica al mondo … e, (dopo  essersi impegnato a restituirli a rate in 80 comodi anni, parola dei galantuomini Bossi  & Belsito) imporrà a Domenico Lucano di rendicontare fino all’ultimo cent quanto speso  per i migranti…   Non solo pace fiscale, ma penale per i ladri di diamanti e galera per chi ruba una mela; altro che  cambiamento: restiamo uno strano paese quale che sia il colore della uniforme indossata da chi si affaccia dal balcone di Palazzovenezia,  ieri nel tripudio di folla, e oggi nella impennata dei sondaggi. Numeri che premieranno – non c’è dubbio – la decisione risoluta di deportare e disperdere tra il filo spinato di mille CIE di chi aveva trovato (e magari ricostruito), una casa vera ancorché ammalorata, imparato un lavoro dignitoso e scoperto una comunità resistente in un borgo calabrolucano sperduto semi-abbandonato sulla collina…

il Salamander Truck col suo inquietante equipaggio di “pompieri incendiari”

Restiamo in trepidante attesa dell’esplosione (di consensi) al primo rimpatrio in Abissinia di qualche faccetta nera. Ma quel che il vero capo del governo “gialloverdemimetico” non riuscirà mai a chiudere sono le emozioni che solo chi è stato a Riace può custodire:nel proprio intimo. Quel che non riuscirà a impedire sono le testimonianze dirette destinate a tramandare la “favola” nonostante la “bomba” che “l’obbbligatorietà dell’azione penale” ha “costretto” a lanciarvi dentro   (come lo stesso procuratore-capo del tribunale di Locri ha voluto/dovuto ammettere). Perché nessuno – credo – si rimangerà quanto detto mille volte nella  piazzetta sotto l’ombrello generoso di un immenso pino marittimo,  o nell’accogliente taverna di donna Rosa. Non tutti i riconoscimenti accordati da prestigiosi organismi internazionali (non a Lucano che stava sempre un passo indietro. ma alla straordinaria esperienza di Riace) verranno ritirati; non tutti (i tanti) libri scritti in questi anni potranno essere bruciati dal “salamander.truck”  dei “pompieri” di Fahrenheit 451.  Non tutti i film sulla lucida follia di “Mimmo o Kurdo” saranno sciolti nell’acido o tenuti in cassaforte dalla pavida Rai; non tutte le foto personali o i video di vent’anni verranno cancellati da migliaia di profili facebook…  anzi: nel mio piccolo rendo pubblico oggi – a distanza di 12 anni – il “mio album” di una esperienza indimenticabile e lo dedico alla memoria di Osvaldo Pieroni (che vi compare in diverse foto) – professore universitario, attivista “No Ponte”, conosciuto un anno prima –  nel 2005 – in Val di Susa (proprio come Domenico Lucano) – e che era a sua volta un “migrante”  perché da Macerata, dove era nato e aveva studiato, era andato a insegnare Sociologia dell’ambiente all’Università della Calabria.

 

Osvaldo Pieroni con Domenico Lucano

E spero che tutti coloro che se ne sono tornati arricchiti a casa propria non per aver visto dei meravigliosi ma freddi bronzi restituiti dopo duemila anni dallo Ionio, ma dall’aver incrociato lo sguardo caldo di uomini donne e bambini scampati alla strage quotidiana – grazie alla generosità di un uomo unico e di chi con lui ha inventato una favola che è diventata realtà – continuino a pubblicare ogni giorno qualcosa di cui non avere paura. Perché solo chi ha paura di Mimmo Lucano sente la necessità di cancellarne ogni traccia.

Anche se – paradossalmente ma irrimediabilmente – proprio il “dopo-Riace” paragonato al “prima” potrebbe divenire la prova regina del delitto.

Borgone Susa, 14 ottobre 2018 – Claudio Giorno

l’album – per chi vuole –  è visibile su google foto o sul mio profilo facebook a questi link:

https://photos.app.goo.gl/pm5EK2Kcq8aXhnb39

 

(Nella foto “estranea” impaginata nell’articolo il Salamander Truck in un fotogramma del film di Francosis Truffault col suo equipaggio di “pompieri incendiari” mentre raggiunge un obiettivo per incenerire ogni pagina di carta stampata, libri, giornali, lettere nascosti dai sovversivi che non si rassegnano la futuro “purificato” dalla cultura immaginato da Ray Bradbury)

 

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