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COLLAGE

giugno 26, 2018

Quel filo che lega Macron a Lione

L‘inchiesta prende le mosse dalla denuncia di due esponenti del centrodestra riguardante una presunta erogazione di fondi a favore dell’allora candidato presidente di En Marche da parte della città metropolitana di Lione, feudo dell’attuale ministro dell’Interno, Gerard Collomb. I reati ipotizzati sono quelli di malversazione di fondi pubblici, finanziamento illecito della campagna elettorale, abuso di proprietà aziendale e ricettazione. Sulla vicenda indaga la polizia.

https://www.interris.it/esteri/quel-filo-che-lega-macron-a-lione

Se si cerca tra le primepagine dei più autorevoli quotidiani d’oltralpe non se ne trova più traccia da almeno una settimana. Ma nelle pagine interne (su quelle dei quotidiani regionali) se ne continua a parlare pur se sottovoce. Lo strano è che se ne parla (scrive) quasi di più sui nostri giornali (anche su alcune testate da cui meno te l’aspetti). Ma l’ inchiesta della magistratura francese – nonostante la pubblica accusa sia sottoposta a un controllo politico non trascurabile – sta oscurando un altro po’ la luce (riflessa) di cui ha goduto fin qui il presidente francese. Un momsieur le president fabbricato in laboratorio in poco più di tre mesi e arrivato all’Eliseo “En Marche” triomphale…

Una marcia iniziata con le clamorose dimissioni polemiche dal dicastero dell’economia – maldestramente concessogli dal predecessore Hollande – ma conclusa vittoriosamente grazie al travaso di voti non solo socialisti ma anche e soprattutto repubblicani: insomma, il “partito della nazione” sognato a lungo sull’Arno “d’argento” è stato realizzato sulle due sponde della Senna.

Ma tornando al presidente-banchiere (quello che non deve prendere lezioni da nessuno) quel che mi pare di dover evidenziare dal nostro punto di vista e che – comunque finisca la vicenda – è quel “collegamento con Lione” a cui si fa riferimento nei resoconti. Con Lione e col suo ex-sindaco premiato col Ministero degli Interni, quello che i respingimenti dei migranti li ordina in montagna invece che al mare (con l’eccezione degli scogli di Ventimiglia). Quello che detta la linea dura alla gendarmeria che ricaccia tra le nevi del Colle della Scala anche le donne incinte e malate (che vadano a partorire e morire in Italia dove sono sbarcate rispettando le “regole di Dublino”…).

Quello che dispone la denuncia di una guida alpina se carica sulla sua auto una partoriente che affonda i piedi mal calzati in mezzo metro di neve al valico del Monginevro e l’accompagna all’ospedale di Briancon…Quello che ha ordinato lo sgombero violento della “Zad”, pur facente parte di un governo che ha dovuto ammettere (vent’anni dopo l’ultimo tragico volo) che il supersonico civile Concorde non sarebbe mai più decollato dall’aeroporto di Nantes (e che quindi il suo raddoppio a spese dei contadini di Notre Dame des Landes era inutile).

Quello che da sindaco di Lione (manifestando fin da allora una vocazione poliziesca) si scambiava – col suo “camarade Fascinò” –  promesse di eterno amoreTav:

“È solo questione di tem­po. Perché nonostante le proteste, gli allarmi del Vi­minale, le preoccupazioni per il rischio di infiltrazioni terroristiche, la Tav « è un’opera essenziale alla quale entrambi siamo molto partecipi». (…)il  pre­mier Mario Monti si è impegnato a continuare a lavorare per l’opera. Per noi, né nella mia città né nel resto della regione, i la­vori sono stati mai un pro­blema. A manifestare da queste parti sono solo gli italiani, senza per altro tro­vare appoggio(…) Torino e Lione si portano avanti av­vicinando i due versanti delle Alpi con un nuovo ac­cordo (…) Un patto a 360 gradi che attraverso i bandi di Smart Cities, la cul­tura e le trasformazioni ur­banistiche «leghino ancora di più due città da sempre vicine, con una storia molto simile, e che in futuro avranno molto da realizzare insieme».

https://www.cronacaqui.it/25456_cultura-e-tecnologia-sullasse-torino-lione-la-tav-essenziale/  . era il 17 maggio 2012 e di li a poco la Lynturin concepita nel ventre corrotto del Credit Lyonnaise avrebbe trovato avversari anche in Francia;  e che avversari: dalla Corte dei Conti alle commissioni d’inchiesta varate per arginare l’alluvione debitorio dovuto principalmente proprio al numero e costo fuori controllo delle Grandi Opere Inutili e Imposte. Una voragine con cui anche Macron ha dovuto “fare i conti” mettendo nel mirino principalmente proprio le SNCF (ferrovie francesi) e la loro costosissima “grandeur”… Di cui sin qui si conosce solo la parte emersa dell’iceberg. Un iceberg contro cui potrebbe incrinarsi la consolidata amicizia o – se vorrà favorire i desideri del vecchio amico socialista – appesantire ulteriormente il debito pubblico che rischia di far precipitare nella impopolarità il “presidente né di destra né di sinistra”:

Ma vediamo cosa dicono (dicevano?) i giornali francesi qualche giorno fa dell’ex sindaco e del suo ambiguo rapporto col suo ministro già sindaco e compagno di partito: Le Figarò (da sempre vicino ai gollisti) ci andava giù pesante: “

Scriveva che i due esponenti repubblicani “hanno presentato una denuncia per “appropriazione indebita”, (…) e cercano di dimostrare che l’ex sindaco ha usato i mezzi della comunità al servizio della campagna di Emmanuel Macron: Il ministro degli Interni Gerard Collomb si è mostrato troppo generoso (…)”In considerazione della gravità dei fatti menzionati, sembra giustificato che il pubblico ministero intraprenda immediatamente le necessarie operazioni di verifica e di indagine di fronte alla resistenza presentata dalla Métropole de Lyon per fornire risposte serie al domande specifiche “: lo ha detto alla agenzia Reuters Philippe Cochet, presidente del gruppo LR alla città metropolitana di Lione. “Gerard Collomb aveva detto a Emmanuel Macron:” Darò una mano “. Ma ha aiutato con cose che non gli appartengono”.

http://www.lefigaro.fr/politique/le-scan/2018/06/20/25001-20180620ARTFIG00101-collomb-a-t-il-aide-illegalement-macron-en-2016-les-lr-de-lyon-saisissent-le-procureur.php

 E per concludere il collage cosa c’è di meglio che leggere come ne riferisce in Italia  un giornale finanziato dalla politica e per questo ipergarantista come “il Foglio” fondato da Giulianoferrara che “stupisce” fin dal titolo: “Lo sbirro di Macron;é stato sindaco (molto amato) di Lione, ora è il ministro più popolare,  Gérard Collomb: all’Interno un socialista fissato con la sicurezza- Lo staff di Collomb ha minimizzato. “Non c’è nulla di nuovo in queste informazioni il cui unico scopo è quello di screditare il ministro”per poi  aggiungere sibillinamente:. “fari puntati anche su Jean Marie Girier, ex capo del personale di Colomb a Lione, personaggio chiave della campagna elettorale per le presidenziali poi approdato al ministero degli Interni”…. 

https://www.ilfoglio.it/magazine/2017/10/23/news/lo-sbirro-di-macron-159228/

Riuscirà il nostro eroe (grazie all’esperienza maturata da  Rothschild & Sons) a tagliare i tentacoli della piovra che sta portando la Francia nelle profondità del suo “oltremare”? Non pare facile perché l’”affaire  Collomb“si prende la scena solo pochi giorni dopo un altro fattaccio di cronaca: il collaboratore “numeroUno” del Presidente – il potentissimo segretario generale dell’Eliseo Alexis Kohler coinvolto proprio in una storia di favori al cartello finanziario dei costruttori di grandi opere in collusione coi sindaci di altre importanti città (Tolosa, Bordeaux):  “appropriazione indebita di interessi”, “traffico di influenza” e “corruzione passiva” sono le pesanti accuse rivolte al “braccio destro” di Macron perché pare aver tenuto nascosti i legami con l’armatore MSC, che ha interessi nei cantieri STX oggetto di uno dei tanti accordi commerciali con l’Italia;   mentre sullo sblocco di una delle tante grandi opere messe “in pausa” dal commissario Duron e dalla ministra Borne sembra aver deviato dal suo ruolo di arbitro promettendone lo sblocco.

Borgone Susa, 26 giugno 2018 – Claudio Giorno

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