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BUONENOTIZIE

maggio 20, 2018

Ieri, 19 maggio 2018, è successo qualcosa di nuovo. Durante e alla fine della ennesima manifestazione No Tav (ho perso il conto persino io che annoto tutto da 29 anni!) Rai news 24 e addirittura la TGR (testata giornalistica regionale del Piemunt) hanno forse per la prima volta colto l’essenza della nostra ostinata protesta: e, cosa ancor  più sorprendente, l’hanno narrata e commentata  correttamente nei loro servizi:“Partecipata Marcia/Manifestazione da Rosta ad Avigliana per ribadire il NO alla Nuova Inutile Linea Ferroviaria per il Treno ad Alta Velocità (TAV) Torino-Lione, ma anche a TUTTE le opere inutili”.

 https://www.youtube.com/watch?v=-orUriQLCf0

 

Tracce No Tav è il nome che abbiamo dato alla raccolta di libri, documenti, video, fotografie ecc  partita dalla donazione della straordinaria raccolta di articoli collezionati per oltre vent’anni da Emilio Tornior: un archivio cartaceo in via di digitalizzazione grazie al lavoro certosino di pochi (ma buoni) volontari e che a breve consentirà di leggere con pochi “click” e molta pazienza tutto quanto scritto sugli “organi di informazione” sullo strano caso del Movimento No Tav (come illustrato poche settimane fa a Venaus da chi sta coordinando l’impegnativo lavoro: Ezio Bertok http://traccenotav.org/ .

Ma già oggi chi è dentro questa storia da più tempo sa di poter affermare senza tema di smentita che chi dovrebbe informare i cittadini (e che è sovvenzionato pubblicamente per farlo) in realtà DISinforma. Ognuno può verificarlo nei propri ambiti di lavoro, impegno, ricerca. Chi lo fa sul Tav, e da qui sulle Grandi Opere in genere, su quelli che una volta si chiamavano “lavori pubblici”,  (al limite del maniacale, come è il caso nostro) ha via via conseguito la certezza che si tratta di un meccanismo perverso che ha come scopo principale quello di mettere le mani in pochi su grandi quantità del denaro di tutti; i soldi che lo stato drena con le tasse (che in Italia sono tra le più inique al mondo); un meccanismo – perfezionato nel tempo – con lo scopo di legalizzare quanto è più lontano dalla legalità:  il “sistema delle tangenti”; la degenerazione della politica.

L’assenza di “editori puri e la presenza (massiccia) di “palazzinari-editori” ha corroborato una narrazione falsa e senza nessun pudore che è andata peggiorando con l’estinzione delle grandi-firme (alcuni dei quali -pur relegate nel ruolo di voci nel deserto – avevano la possibilità e il coraggio di denunciare il malaffare anche quando riguardava amici degli amici. Oggi che il precariato la fa da padrone anche nei settori più delicati per la sopravvivenza della democrazia far scrivere “quel che vuole il padrone” non ha più neanche bisogno delle minacce: la maggior parte di coloro che vengono incaricati di seguire i temi più scottanti non ha bisogno che gli si dia ordini censori, perché si limita al “copia & incolla” delle veline degli addetti alla comunicazione delle “fabbriche degli appalti” (tali sono diventate le aziende pubbliche che un tempo erogavano servizi ai cittadini).

Per questo fa notizia una narrazione per una volta corretta; soprattutto perché pare gridare vendetta nell’assordante rumore di fondo creato in questi giorni dallo scatenamento di tutti i portatori di interessi legati alla cosiddetta TAV TorinoLione, tornata suo malgrado tra i primi titoli di quotidiani

e telegiornali perché inserita nel “contrattogialloverde per la formazione del possibile governo di chi ha vinto le elezioni del 4 marzo. Una attenzione morbosa quasi come in occasione della rivolta popolare di Venaus dell’8 dicembre 2005 quando ottantamila cittadini smontarono il cantiere abusivo del tunnel geognostico di Lunardi & CMC…

Se si ha tempo da perdere con le App dello smartphone si può riavvolgere il nastro del TG1 dell’ora di pranzo domenicale (oggi) e contare senza rischio di errore quante volte e in quanti servizi diversi sia stata nominata la “Tavtorinolione”: nove volte! E se si rovista in rete  tra le più “autorevoli” testate on line si trova – (riciclato ma non a fini ecologici) – il campionario di tre decenni di argomentazioni creative proTav.

Ne cito solo una significativa raccolta, a titolo di esempio, perché grondano autorevolezza sia l’autore che la testata ospite. Un vero e proprio appello contro il “rischio” di cancellazione della “madre di tutte le grandiopere”: “La Torino-Lione non è ad alta velocità: il programma gialloverde dice una bugia” titola l’edizione italiana di Huffington post, il quotidiano on line diretto da Lucia Annunziata esponente di punta della “informazione liberal” dopo i lontani anni dalle corrispondenze dagli Usa per il quotidianocominista “(il manifesto)”…

https://www.huffingtonpost.it/marco-causi/la-torino-lione-non-e-ad-alta-velocita-il-programma-gialloverde-dice-una-bugia_a_23438822/

Non si possono raggiungere velocità troppo elevate lungo i trafori e sulle tratte di montagna” afferma perentorio sul blog l’esperto dell’Annunziata (il prof. Marco Calzi che insegna economia a Roma-tre e che evidentemente non ha mai preso un frecciarossa nei novanta Km di galleria di scollinamento appenninico-Tav tra Bologna e Firenze)… Più grave (per un economista) affermare che dopo che i cittadini italiani e francesi hanno speso circa mezzo miliardo (probabilmente a loro e sua insaputa) per adeguare il traforo del Frejus alle necessità di trasporto del 95% delle tipologie delle  (poche) merci scambiate oggi tra i due paesi, questo debba essere rottamato in quanto “obsoleto”…

Poi, dopo aver dato i numeri sugli addetti alla logistica, l’econoecologo  rilancia il trasferimento modale dalla gomma al ferro (la sparizione di un milione di Tir!), che neanche più i promotori Tav-docg sostengono dopo aver ammesso candidamente (e su un documento della Presidenza del Consiglio dei Ministri) che le previsioni di traffico (su cui è stata votata dai parlamenti la necessità dell’opera) erano clamorosamente sballate! (E sono stati gli euroeconomisti che hanno sovrastimato proprio l’aumento degli scambi Ue a indurci nel fatale errore)…

Inoltre – come è prassi consolidata di chi ti vuole turlupinare – ecco la concessione dell’onore delle armi al Movimento No Tav: “ il movimento di opinione critico sul progetto originario della Torino-Lione ha ottenuto risultati rilevanti, costringendo i governi ad accogliere molti elementi di ripensamento” . E per compiacerci (?) fa sue le mistificazioni più recenti e subdole dei proponenti e del decaduto governo: “Nel progetto iniziale si prevedeva la realizzazione in nuova sede di 82 km di linea, ridotti a 14 con il riutilizzo della linea storica esistente”… Fino a fornire una giustificazione (che è quasi un unicum) persino sulla iniqua suddivisione della spesa tra Italia e Francia!

Concludendo con l’invito a “difendere strenuamente” (sic) l’adorato progetto!

Noi – gentile professore ultimo arrivato nel club Sitav – non avremo nessun problema con lei (come non ne abbiamo avuti coi suoi predecessori) a confrontarci su numeri (ma non campati per aria). Consideri questo scritto non il guanto di sfida a duello, ma un invito a un civile confronto. Ma mediti su un’altra strenua difesa – la nostra – che in quasi trent’anni abbiamo tentato di surrogare il ruolo dei politici che  – spinti da economisti (finanzieri) sempre più spregiudicati – hanno caricato sulle esili spalle persino dei neonati il peso insostenibile di un debito pubblico “derivante” in parte non trascurabile proprio dai mostruosi interessi bancari dei prestiti concessi per realizzare dalla SalernoReggio alla  BreBeMi… A vantaggio di lobby che non hanno mai fatto differenza tra gomma e ferro perché per entrambi la materia prima è il denaro misto al calcestruzzo. Lobby pronte a tutto proprio come lo scatenamento di questi giorni dimostra. Magari anche a ritentare di premere sul supremo colle come documentato dalla vecchie inchieste giornalistiche (bei tempi) in cui un certo Chianese (chi era costui?) tentò di condizionare nientemeno che il Presidente Ciampi non sul Tav Torino Lione, ma sulla Tav SpA di Necci & Incalza…

In questi giorni difficili siamo tornati (come detto all’inizio) sulle nostre strade a manifestare: con in più qualche mal di pancia circa il rischio che la data (scelta da mesi) facesse sospettare  un appoggio entusiasta al governo inedito e imprevedibile che dovrebbe nascere tra qualche giorno: ma come ha scritto un No Tav della prima ora    “il malessere sociale è generale, investe tutti i campi, e sono mancate, da molti anni, le giuste risposte /…) Sulla Torino Lyon l’opposizione invece è iniziata per tempo anzi “siamo partiti prima”, e questa può essere una della ragioni della forza del Movimento, e il suo blocco sarebbe un risultato ascrivibile solo al Movimento”

E non mi stupirei se – con la nobile motivazione del rispetto di accordi internazionali (votati da rappresentanti del popolo disinformati) – più che l’ambiguità del capo del Carroccio il veto a porre in discussione il Tav arrivasse dalle scuder del Quirinale…

Borgone Susa, 20 maggio 2018 – Claudio Giorno

foto: Diego Fulcheri, Luca Perino, Carlo Ravetto

 

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