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LA GERUSALEMME BARTALATA

dicembre 11, 2017

(quanta strada nei miei sandali, quanta ne dovrà ancora fare Bartali)

I nativi-TiVuBiancoeNero se la ricordano quella mitica puntata del “Musichiere” in cui il conduttore, Mario Riva, riuscì a portare in studio Coppi e Bartali! Il campionissimo piemontese un po’ impacciato e l’eterno rivale toscano, disinvolto come lo sono in genere da quelle parti. Anch’ io ch’ero un bambino e che la televisione non avendocela in casa l’andavo a vedere la sera al Bar, il sabato (e a volte il giovedì per Lascia o Raddoppia) m’ero lasciato conquistare da “quel naso triste da italiano allegro”…E del resto neanche Paolo Conte – piemontese, anzi astigiano – ha cantato il suo quasi conterraneo Fausto, ma il Ginonazionale! Nazionale? Nazional-popolare ante litteram: assegnato al mondo cattolico (che “mise all’indice” il fedifrago avversario) e narrato come devoto alla Madonna e – soprattutto – salvatore dell’Italia sull’orlo delle guerra civile quando – il 16 luglio 1948 – vince il Tour de France ventiquattrore dopo l’attentato a Togliatti! “Due ruote a un passo dalla guerra civile” titoleranno i giornali dell’epoca.

Ma che la sua imprevedibile e per questo ancor più trionfale vittoria (aveva ormai trentaquattro anni e una squadra ritenuta mediocre) venisse all’epoca strumentalizzata si può anche comprenderlo: correva l’anno della contrapposizione senza esclusione di colpi tra la Democraziacristiana e il Frontepopolare e il clima politico era teso anche prima dell’attentato al leader del PCI.

Ma che il Ginonazionale – raccontato successivamente come “salvatore di ottocento ebrei” e per ciò dichiarato “Giusto tra le nazioni” nel 2013 dallo Yad Vashem (l’organizzazione di difesa della memoria della Shoah) e insignito di medaglia d’oro da Presidenteciampi nel 2006 potesse essere “adoperato” nel 2017 ( e in prospettiva 2018!), non era davvero facile da immaginare, neanche per chi si cimenta con la Cabala…

Perché è in sua memoria – (così perlomeno è stato detto) – che il Giro d’Italia del prossimo anno dovrebbe partire da Gerusalemme (oggi il condizionale è d’obbligo dopo la mossa del cavallo del Presidentetrump…)

L’”allegra compagnia del Gigliomagico”, sopravvissuta al referendum e – per adesso – persino alla scissione della “ditta” sottratta al povero Pierluigibersani) ha difatti deciso così: “era necessario rendere omaggio a Ginettaccio” ha dichiarato uno degli esponenti del Club-renzi: il Ministrolotti passato da sottosegretario dell’expremier a ministro delle sport del Romanogentiloni e in quanto tale uno degli artefici della pensata! (Va detto che prima d’ora nessuna tra le più famose corse ciclistiche a tappe aveva preso il via fuori dai confini del vecchio continente): Ma idee di tale e tanta genialità non possono avere un solo padre (né è pensabile che nascano “in vitro” all’interno del mondo dello sport o dei giornali che – come la Gazzetta – organizzano gli eventi e ne vivono): ci vogliono dei robusti sponsor.

E se uno di questi fosse quel Marco Carrai che del Clubflorence è uno dei maggiori “azionisti” avendo partecipato e organizzato tutte le generose raccolte fondi fin dai tempi in cui Matteo da Rignano si mise in testa di sfidare i nipotini de I Medici e divenire sindaco a Palazzovecchio?

Si tratta ovviamente di una congettura, ma assolutamente lecita e plausibile che non potrà essere derubricata a fakenews perché parliamo di un imprenditore che opera a scavalco tra la Compagnia delle Opere e la LegaCoop, onnipresente nei CdA di banche “private” e nelle gare (vinte) per appalti pubblici della città ma anche.oltre-Arno… Fortemente voluto dallo stesso Renzi quale consulente della più delicata struttura di uno stato: quella dei Servizi Segreti. E chi meglio – per questo incarico – di uno che – senza avere un ruolo istituzionale va a ricevere ufficialmente all’aeroporto fiorentino tale Beniaminoneatanyahu  – (primominiistro dello Statodisraele, uno che di servizi segreti se ne  deve intendere “mica poco”?).

Certo alla Gazzetta dello sport negheranno ogni “ingerenza”, del generoso mecenate che affittava gratis l’alloggio appena sotto la cupola del Bunelleschi all’Amicomatteo. Ma – come dice Prodi (che di uova rotte se ne intende) – non tutte le frittate vengono bene: così, con sospetto anticipo su Donaldtrump e in palese contraddizione con l’UE (e i principali paesi del “direttorio” di Bruxelles) ci si è trovati di fronte al diktat del Governoneatanyahu: “Via la scritta Ovest dalla partenza della prima tappa di Gerusalemme del giro d’italia; pena l’annullamento di permessi, il ritiro delle contribuzioni e della indispensabile protezione dell’esercito con la stella di David.

Fu così che – nel bel mezzo della campagna contro le notizie false – i nostri giornaloni (non solo “sportivi”) e i nostri Tiggì si distinsero ancora una volta per una “denied news” (una notizia negata):  che il “prologo” del Giro di Bartali lo ha vinto lo stempiatino Lotti battendo di una incollatura (di parrucca) Donaltrump nel riconoscimento di Gerusalemme (ovest/est/nord&sud) come capitale dello Statodisraele…(Sempre che Macron, la Merkel e soprattutto l’intifada non  costringano i girini a partire da Vigata, e sotto prudente scorta del Commissariomontalbano.

Borgone Susa – 11 dicembre 2017 – Claudio Giorno

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