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FAKE MINISTERIALI

novembre 25, 2017

Ieri 24 novembre – nel suo intervento tra le mura amiche della storica stazione fiorentina della “Leopolda” – il segretario del Piddì ha acceso i riflettori sul problema delle fake news e “sul pericolo che, tramite i social, vengano inquinate le elezioni”. Dice che “sarà uno dei cavalli di battaglia della prossima campagna elettorale: Lottiamo per la verità” esclama (con l’enfasi cui non rinuncia neanche quando sa di essere intercettato dai carabinieri del Noe mentre “richiama” il babbo a comportarsi per bene)…

E allora  prontivia! Nello stesso giorno il Fidodelrio mette subito in pratica  il verbo del capo e sceglie la Villelumiere per dare più watt alle torri faro (spostate per l’occasione nella capitale francese dalla provincia est-alpina di Chiomonte dove è rimasto solo un buco vuoto da vigilare):

Delrio è intervenuto alle “Assise della Mobilità” di Parigi sostenendo – con la faccia da persona per bene che si porta dietro anche in trasferta – che “La mobilità sostenibile è la priorità

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti partecipava, su invito della Ministra delegata ai Trasporti e alle Infrastrutture Élizabeth Borne, alla giornata internazionale delle Assises de la Mobilité. E ne ha approfittato per presentare la strategia “Connettere l’Italia“.

La sostenibilità – ha affermato –  è la priorità nelle infrastrutture e nei servizi di trasporto“.

Ed ha ricordato che il primo passo affrontato dal suo ministero perché le infrastrutture potessero fregiarsi del marchio di sostenibilità è stata la pianificazione: “Nelle linee guida per la valutazione delle opere pubbliche, definite per programmare e pianificare in modo efficiente, abbiamo reso obbligatoria non solo la valutazione dei  costi e benefici, anche la loro sostenibilità, ambientale, economica e sociale“. “Intermodalità e interconnessioni con un forte accento sulla cura del ferro, per i passeggeri e per le merci è  una delle strategie privilegiate infatti  dal Mit per rendere più efficienti e sostenibili i servizi”. L’attuale titolare del ministero ospitato nella sede di Ferrovie dello Stato SpA in piazza della Croce rossa a Roma ha aggiunto che i cittadini devono essere al centro della pianificazione di opere e servizi:  “Il trasporto per il quotidiano delle persone sono la nostra e vostra principale missione” illustrando quello che ha definito “il piano Marshall per il trasporto pubblico locale e le metro”: arrivando a sostenere che “da 25 anni non c’era una pianificazione per le linee metropolitane, che ora invece abbiamo voluto mettere in campo con risorse certe, in un piano che riguarda anche il rinnovo del Trasporto Pubblico Locale e dei mezzi pubblici per 10 miliardi di euro“. E sottolineato l’importanza della qualità dei progetti: “Per migliorare i progetti, è stato introdotto con il nuovo codice degli appalti il progetto di fattibilità. Si fa dove possibile la project review, come per le tratte di adduzione della Torino-Lione dove si è evitata una nuova linea di 50 km, ricorrendo al tracciato storico“. Sostenendo infine che seguendo “criteri condivisi, con le Regioni e le città metropolitane abbiamo definito 108 opere e programmi prioritari per la connessione del Paese“.

Nel pomeriggio – dopo l’esibizione del già sindaco di Calatrava nel deserto (la stazione-Tav di Reggioemilia che tutto il mondo ci invidia) – c’è stato poi un confronto  tra esperti dei due ministeri, francese e italiano, per proseguire il percorso comune su trasporti e infrastrutture, (che ha visto peraltro nei giorni scorsi l’approvazione alla Camera della ratifica dell’accordo sulla Autostrada Ferroviaria Alpina).

***

Ecco: come diciamo da un quarto di secolo (quello in cui Delrio non ricorda chi governava questo paese e il settore dei trasporti prima di loro/lui) non è indispensabile essere valsusini per essere No Tav e non è indispensabile essere No Tav per certificare come faque news (ovvero campagnaelettorale) tutte le sue affermazioni trasportate in valigia diplomatica a Parigi. Ma essere abitanti della Val di Susa aiuta (per banali motivi di maggior conoscenza del territorio e dei lavori  & “Progettincorso”) a smascherare la più falsa di tutte le news della sua narrazione illuminate: che la variante di progetto – presentata oltreconfine come project review –  consista nell’evitare una nuova linea di 50 km, ricorrendo al tracciato storico“(*).

Ma anche  il ministro Élizabeth Borne, che non è Valsusina, ma un ingegnere che da sempre si occupa di trasporti e che ha guidato fino a ieri una delle più grandi e complesse aziende di trasporto pubblico locale del mondo (proprio quella di Parigi) si sarà accorta che il “collega” o non sapeva di cosa parlava o mentiva. Qualcuno lo faccia sapere al segretario del suo partito prima che il suo eroico  “lottare per la verità” diventi l’ennesimo boomerang di cui è ormai il migliore dei lanciatori non nativi australiani…

25 novembre 2017 – Considerazioni “politiche” a cura di Claudio Giorno, sulla scorta delle più recenti elaborazioni di Presidio Europa No Tav e della Commissione tecnica sul progetto Tav Torino-Lione della Unione dei Comuni montani  della Valle di Susa, di Torrazza P., Venaria R. e Torino

(*) LA PROJECT REWIEW ALL’ITALIANA

Grazie all’analisi approfondita della Variante di Progetto (tuttora in corso per via delle omissioni e delle irregolarità procedurali che sia i funzionari ministeriali che regionali hanno evidenziato negli elaborati TELT!) e all’esame del contratto di programma tra ministeri competenti e RFI “visionato” dal CIPE si può tranquillamente affermare che:

  • Anche a seguito dell’avvio delle “Assise della Mobilità” da parte del Governo Macron e dell’orizzonte stabilito per l’assunzione di decisioni e reperimento dei fondi francesi (primavera 2018) il “TAV Torino Lione” sta accumulando ulteriore ritardo a un quarto di secolo dal lancio della “madre di tutte le Grandi Opera Inutili e Imposte”.
  • La lobby promotrice perderà certamente un’altra consistente fetta dei fondi europei stanziati per gli studi (e che si è tentato di dirottare surrettiziamente su lavori) perché il contributo viene erogato solo dietro presentazione della rendicontazione di quanto realizzato e delle spese sostenute
  • Ma la lobby promotrice (che ha già ottenuto dai rispettivi governi e amministrazioni ferroviarie di poter gestire le tratte esistenti oltre che quelle delle eventuali nuove realizzazioni anche se con molte ambiguità ancora da chiarire) si muove già “mettendo il naso” in ogni progetto riguardante il cosiddetto “corridoi mediterraneo”… (la più recente delle infinite definizioni coniate dai tempi dell’ormai defunto “corridoio5”).
  • Ne consegue che anche l’ultimo accordo tra i due paesi e le relative (recenti) ratifiche avranno bisogno di essere pesantemente riviste anche e soprattutto per gli oneri aggiuntivi che ne deriveranno. Ma anche per le difformità che stanno emergendo a partire dalla possibilità prevista in Italia di procedere per “lotti costruttivi” mentre la Francia prevede “lotti funzionali” : che in sostanza vuol dire che in Italia si può fare lo “spezzatino” delle risorse di bilancio da destinare a una grande opera senza che i singoli pezzi siano da subito fruibili dai cittadini-contribuenti, mentre i francesi sono virtuosamente orientati a realizzazioni i cui singoli pezzi possano man mano essere messi in esercizio e resi quindi disponibili all’uso ridicendo l’immobilizzo di ingenti capitali pubblici.
  • La sbandierata e rinominata project review prevede (come emerge dalla messa a disposizione di RFI di denaro pubblico attraverso il Contratto di Programma con lo Stato) la realizzazione ( e proprio per lotti costruttivi non funzionali) delle opere più onerose: la galleria sotto la collina morenica per raggiungere l’interporto di Orbassano “alle spalle” con un percorso più lungo e costoso di quello esistente e la cui “sostenibilità, ambientale, economica e sociale” (per usare il “Decalogodelrio”) è quanto di più indimostrabile in qualunque sede scientifica si voglia scegliere (e questa è una sfida!). Per non ripetere della assurdità del tunnel di valico allungato a 60 km che di tutte la tratte previste è quella la cui saturazione viene finalmente dichiarata irraggiungibile persino nell’ultimo allegato di produzione TELT/Osservatoriofoietta appena allegato a completamento della documentazione della variante di progetto: quello sul “Modello di Esercizio” della futuribile Lyon-Turin!

(**) LA TRIONFALE NOTA DI “AGENZIA-AMICA” DEL MINISTRO REGGIANO:

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, a Parigi per le “Assise della Mobilità”. L’evento rientra nel  grande progetto di revisione  dell’intero sistema dei trasporti  inaugurato lo scorso settembre da Élisabeth Borne, la Ministra dei Trasporti francese.

L’obiettivo dell’assise francese è di favorire un’ampia consultazione tra istituzioni, esperti, operatori del settore  e società civile al fine di redigere un progetto di legge generale  di orientamento delle mobilità che sarà poi presentato al Parlamento francese all’inizio del 2018.

Al centro della discussione il tema della mobilità sicura, efficiente ed intelligente, per soddisfare i bisogni della società di muoversi liberamente, di accedere, di comunicare  e stabilire relazioni senza sacrificare altri valori umani ed ecologici essenziali oggi e in futuro.

In questo contesto si inserisce la presentazione di “Connettere l’Italia”, la strategia voluta dal Ministro Delrio per superare i gap di accessibilità e logistica del Paese e dotarlo di una rete di infrastrutture e trasporti sostenibile ed efficiente, che risponda anche alla sfida delle connessioni europee e internazionali. Sono quattro gli obiettivi fissati dal documento italiano allegato al Def 2016 e 2017: accessibilità ai territori, all’Europa e al Mediterraneo; mobilità sostenibile e sicura; qualità della vita e competitività delle aree urbane e metropolitane; sostegno alle politiche industriali di filiera. Da qui le quattro strategie per opere utili snelle e condivise, valorizzazione del patrimonio esistente, intermodalità e interconnessione, sviluppo urbano sostenibile, che hanno portato a definire un centinaio di opere prioritarie quasi completamente finanziate.

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