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CERCASI MINNITI DISPERATAMENTE

agosto 10, 2017

Lo hanno cercato in sartoria (la sua collezione di abiti confezionati su misura è divenuta un must fin dai tempi in cui si dichiarava comunista e fedelissimo di DAlema); ma era già atterrato nel Gargano: non per godersi finalmente una breve ma meritata vacanza, ma per certificare la promozione in serieA della mafia del sudEst, dopo l’agguato a due boss e a due malcapitati contadini colpevoli solo di aver assistito alla esecuzione e di poter eventualmente fornire qualche dettaglio utile a identificare gli esecutori. Ma il sibilo dell’elicottero bi-turbina gli fa ormai da colonna sonora; che si trovi sulla banchina dove la polizia “guarda a vista” da giorni un peschereccio sequestrato a una perfida Ong (alleata di fatto con gli scafisti trafficanti di uomini), o sul ponte di un cacciatorpediniere in pattugliamento anti-migranti nel Golfo della Sirte (col permesso del nuovo ras  di Tripoli , ma sotto la minaccia di quello di Tobruk…).

E pensare che solo 48ore prima stava per scendere le scale del Viminale con in tasca una lettera di dimissioni (come informano le badanti dell’Ansa), sotto la grandinata di fuocoamico del collega Delrio, folgorato dal ricordo di devozioni (e processioni) che ne fanno il naturale riferimento di quella parte del mondo cattolico che – nei secoli fedele– vota ancora PidDiCi e predica l’accoglienza senza se e senza ma… Se non scendeva in campo nientemeno sua eminenza Mattarella benedicendolo laicamente dall’altare della cappella privata del Quirinale la testa più lucida mai uscita dalle bottegheoscure, non avrebbe presieduto alla tradizionale cerimonia del ventaglio gettando nello sconforto gli affezionati cronisti di palazzo che l’aspettano da un anno all’altro per contare e per contarsi.

Per questo (e per chissà quant’altro che a noi che viviamo in periferia non è dato neanche di immaginare) non lo si trova da ieri sera:

Perché ieri sera uno abituato ai blitz come lui ce lo si poteva anche aspettare seduto sui banchi del consiglio comunale di Licata.

Licata è (potrebbe essere) un angolo di paradiso. Poteva esserlo per tutti se non avessero deciso che lo sia solo per qualcuno: gli abusivi che hanno edificato in anni ed anni di lassismo (fra buste aperte e occhi chiusi) decine di secondecase sin sulla battigia. Luoghi da cui si gode di una vista splendida (a patto di non scattare un selfie che non potrebbe nascondere né la bruttezza dello scempio edilizio né di chi ne gode l’abUSO.

Un giovane sindaco – Angelo Cambiano – aveva provato a invertire la tendenza di illeciti edilizi – prima, e di tolleranza ammnistrativa – poi. dando esecuzione almeno alle sentenze definitive della Magistratura di Agrigento che intimavano di dar corso a un primo lotto di  demolizioni, ma che da anni giacevano inattuale nei falconi dell’archivio dell’Ufficiotecnico… Col risultato di finire prima sotto scorta (dopo minacce e attentati intimidatori) e – da ieri sera – sfiduciato a maggioranza dal Consigliocomunale

Ma Minniti (che pure si muove con la rapidità della folgore, da Cardif a Bruxelles) ieri sera era altrove. Probabilmente non era stato invitato; fatto sta che lui (nonostante Delrio) è ancora ministro, mentre Cambiano (nonostante l’appoggio dichiarato di due star della tivù come Ficarra e Picone)  non è più sindaco.

Lungi da me (che a differenza delle badanti-Ansa non ho accesso alla sua agenda) sapere dove fosse: Ancor più lontano (dalle mie intenzioni) processare i ventuno consiglieri (ne bastavano venti) che hanno sfiduciato Cambiano: sono amici o abusivi essi stessi? Sono amici degli amici? E quelli che sono stati eletti nella lista del sindaco e hanno cambiato opinione non sono forse liberi di farlo? Se fossero parlamentari sarebbero già tutti almeno sottosegretari…

So perfettamente che le procedure per dichiarare decaduto un intero consiglio comunale sono lunghe e complesse, soprattutto sono rigorosamente garantiste: si fa presto a dire mafiosi, bisogna dimostrarlo: non bastano due attentati incendiari alla propria abitazione per vederci dietro Cosanostra. Siamo in democrazia, che diamine.

Ma io sono un semplice cittadino di quella generazione che riteneva e ritiene ancora  che l’impegno politico non si esaurisca nell’amministrare (meglio se bene) un municipio o un ministero.  Ma che si svolga anche nel compimento di gesti di alto valore etico e politico pur se simbolico. Per questo avrei visto bene – ieri sera – se Minniti fosse apparso – tra lo stupore generale – nella sala consiliare di Licata. O ci avesse almeno mandato – che so io –  il Prefetto di Agrigento. dottor Nicola Diomede, come osservatore. Che forse c’era, chi sa, e sono io che non sono abbastanza informato e – essendo un po’ diffidente – penso che Angelo Cambiano sia stato lasciato un po’ solo (…perlomeno sin qui, poi vedremo).

Borgone Susa, 10 agosto 2017 poco prima della notte di S. Lorenzo –  Claudio Giorno

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/08/10/licata-cacciato-sindaco-che-voleva-demolire-labusivismo-nei-giorni-scorsi-la-solidarieta-di-ficarrapicone/3786987/ 

 

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