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ARGON

luglio 3, 2017

Ci sono, nell’aria che respiriamo, i cosiddetti gas inerti. Portano curiosi nomi greci di derivazione dotta, che significano “il Nuovo”, “il Nascosto”, “l’Inoperoso”, “lo Straniero”. Sono, appunto, talmente inerti, talmente paghi della loro condizione, che non interferiscono in alcuna reazione chimica, non si combinano con alcun altro elemento, e proprio per questo motivo sono passati inosservati per secoli: solo nel 1962 un chimico di buona volontà, dopo lunghi ed ingegnosi sforzi, è riuscito a costringere lo Straniero (lo xenon) a combinarsi fugacemente con l’avidissimo, vivacissimo fluoro, e l’impresa è apparsa talmente straordinaria che gli è stato conferito il Premio Nobel. Si chiamano anche gas nobili, e qui ci sarebbe da discutere se veramente tutti i nobili siano inerti e tutti gli inerti siano nobili; si chiamano infine anche gas rari, benché uno di loro, l’argon, l’Inoperoso, sia presente nell’aria nella rispettabile proporzione dell’1 per cento: cioè venti o trenta volte più abbondante dell’anidride carbonica, senza la quale non ci sarebbe traccia di vita su questo pianeta”. Comincia così  “Sistema Periodico”, di Primo Levi, oggetto di una lettura sublime su  Fahrenheit” di RaiRadio3. nel mese di aprile di questo 2017 da parte di Elio De Capitani, (seguitissima nella rubrica “ad alta voce”). E di una lettura semi-clandestina (le foto diffuse da un solerte ufficiostampa mostrano si e no 20 persone addetti ai lavori compresi) all’ultimo Salonedellibro di Torino. Una lettura compiacente sponsorizzata da TELT (la società che dovrebbe realizzare quel che resta della LyonTorino) e introdotta dal  patron della fiera subalpina: Ernestoferrero. Lo stesso che – qualche anno fa, nel 2013, aveva rifiutato a Luca Rastello ed Andrea De Benedetti la presentazione del libro “Binario morto” perché “di parte No Tav” …(Ma dopo aver accolto con deferenza – nel 2012 – “TAV SI” del duo Stefanesposito & Paolofoietta oggi rispettivamente senatore del Piddì e presidente dell’Osservatorio per la realizzazione della Grandeopera…forse perché di parte giusta, in questo caso).

Ma torniamo alla lettura di quest’anno di alcuni libri arbitrariamente arruolati al Tav (si suppone con i relativi autori ancorché – nove su dieci – nella impossibilità di essere consenzienti) e introdotti da Ferreroinpersona col seguente titolo passe-partout: “Torino-Lione: un viaggio in dieci libri, un’antologia di testi sulle terre al di qua e al di là delle Alpi. La letteratura come compagna di viaggio, per misurare somiglianze e peculiarità e superare il confine”; e torniamo soprattutto al primo (e più improbabile) tra gli autori forzatamente arruolati all’appaltificio (se si legge tutto il libro non sfuggiranno a un lettore intellettualmente onesto i molti passaggi sullo sfruttamento di un giovane laureato per di più di famiglia ebraica e persino qualche riferimento alla Valle di Susa  e alle sue amate montagne)…

Ma malasorte ha voluto che ieri – 2 luglio 2017 – ci sia stata una seria perdita di gas da un treno-merci che sferragliava sull’altro capo della cosiddetta Transpadana (la ferrovia tra Torino e Trieste di cui il tunnel transalpino tra la Val di Susa e la Val Maurienne (sempre che riescano a scavarlo) interesserebbe la tratta meno trafficata!). “Una perdita di gas argon liquido refrigerato” nei pressi “della stazione di Monfalcone” che  “è stata evacuata ed è rimasta chiusa per due ore” ci informano i quotidiani odierni . Proprio l’argon da cui prende pretesto Primo Levi per restituirci – in questo capitolo – una immagine straordinaria della sua famiglia ebraico-piemontese così lontana nel tempo e nelle storie dal mediocre tentativo di strumentalizzazione a favore della compagnia dell’appalto pubblico… “Sul posto sono intervenute squadre dei vigili del fuoco di Gorizia e Trieste. La perdita ha interessato l’ultimo carro di coda del convoglio 41853 di RTC-Rail Traction Company (…) Lo si apprende da fonti di Trenitalia”. Scrivono ancora i giornali di oggi: “ La perdita di gas – si apprende sempre da fonti di Trenitalia – non ha causato alcun ferito. L’argon non è nocivo se respirato in piccole quantità. (…) E aggiungono, ma sempre cautelandosi citando la fonte: Trenitalia: Il gas argon liquido non è infiammabile ma è tossico se viene inalato”. Ma Trenitalia, a sua volta, si cautela chiamando in causa Rail Traction Company SpA (RTC) che è una società privata fondata nel febbraio 2000 in seguito alla liberalizzazione dei trasporti ferroviari in Italia e in Europa. Liberalizzazioni e compagnie private: e qui le coincidenze si fanno inquietanti perché è in seguito alla liberalizzazione/privatizzazione che un carro cisterna fu preso in affitto da Fs-Trenitalia-Cargo dalla austriaca Gatx; la manutenzione era stata effettuata dall’officina Jungenthal di Hannover (controllata Gatx) e poi dalla Cima riparazioni, officina di Bozzolo (Mantova) certificata da Db (ferrovie tedesche) e Trenitalia, come è stato accertato nel lungo processo. Quale processo? Quello per la strage di Viareggio, di cui è appena trascorso l’ottavo anniversario, il 29 giugno ultimo scorso… Un carro cisterna che non trasportava un “gas nobile”, ma GPL, gas da petrolio liquefatto e il cui assile cedette – otto anni fa –  all’ingresso nella stazione di Viareggio in una calda notte d’estate destinata a divenire un inferno per 32 persone e per i loro familiari sopravissuti alla strage ma feriti per sempre nel corpo e nell’anima.

Forzatura la mia? Date e coincidenze metterebbero sufficientemente al riparo, ma se l’”accusa” dovesse provenire da chi ha “usato” un grande come Primo Levi per una cortigianeria piccola piccola potrò persino incorniciarla come si fa con le tesi di laurea.

Borgone Susa, 3 luglio 2017 – Claudio Giorno

 

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