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AFRAgolaPROFONDA: 5^ (QUINTA!) INAUGURAZIONE PER LA GRANDESTAZIONE DI BASSOLINO

giugno 17, 2017
Sotto il titolo “Afragola, la stazione gioiello inaugurata ma è ancora un cantiere aperto” Marco Demarco lancia sul corriere della sera di oggi un reportage sull’ultima nata delle Grandistazioni della “metropolitana d’Italia” come veniva propagandato qualche tempo fa il TAV dello stivale.
In apertura il cronista si chiede benevolmente se “qualcuno, anticipando i tempi e invitandolo per il 6 giugno, abbia voluto tirare un brutto scherzo al presidente del Consiglio”. Ma aggiunge subito che “il verbale dei Nas (che hanno messo i sigilli al gioiello architettonico NdR) è impietoso
Caffetteria senza licenza ; parcheggio senza collaudo (ma con le casse ben funzionanti); condizionamento senza motore; uscite di sicurezza aperte sui cantieri dei lavori in corso; niente defibrillatore e cassette di pronto soccorso; impianto antincendio senza approvazione dei Vigili del fuoco.
Ma Demarco – da buon cronista di “giornalone” governativo . “dimentica” quel che ha fatto rilevare solo il Fatto (tra i grandi quotidiani) e già parecchi giorni fa: che siamo alla 5^ (quinta!) inaugurazione per la stazione sulla cui localizzazione – tra l’altro – pende un legittimo sospetto visto che il – 20 marzo dell’anno di grazia 1947 – Afragola diede i natali a tale Antoniobassolino potentissimo viceré di Napoli e poi della Campania tutta; ed ivi regnante proprio all’epoca in cui per dare il via ai cantieri AV (e incamerare i primi finanziamenti) Lorenzonecci partì dalla più discutibile delle tratte: la Roma-Napoli, appunto… e che la localizzazione della stazione AV fu sin da subito “promessa” in quel di Afragola con un criterio (si fa per dire) che peraltro doveva essere replicato in molte stazioni successivamente progettate ma prima realizzate; dalla fisa(dis)armonica di Calatrava nella Reggioemilia di Delrio, all’hangar di Portasusa voluto da Chiamaparino alla cattedrale laica nel deserto di Romatiburtina disputata tra Rutelli&Veltroni per arrivare al clou della stazione Foster di Firenze che non è dato di sapere se vedrà mai la luce: (e non perché la si stia scavando sottoterra contro tutti e tutto, ma perché come ogni cantiere di questo sfortunato paese lo spettacolo – una volta iniziato – deve andare avanti.
Altro che brutto scherzo a Gentiloni: qui gli scherzi sono tanti e orribili e le vittime sono (più o meno consapevolmente) gli italianitutti… L’attuale premier ne è semmai un autore (ancorché mediocre) come lo sono stati prima di lui il brillante Renzi, il nipote di Gianniletta, il loden di Mariomonti (solo per citare gli ultimi occupanti abusivi di Palazzochigi…). E come lo sarà probabilmente il successore a meno che gli italiani in maggioranza, se non tutti, si sveglino prima che le dimensioni del debito pubblico (alimentato a manetta dalle Grandiopere) li costringa ad accamparsi coi sacchi pelo in grandi e piccole stazioni chiedendo l’elemosina ai (pochi) viaggiatori che potranno ancora permettersi “le frecce
Borgone Susa 17 giugno 2017 – Claudio Giorno
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