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DOPO-BREXIT: LA CONFUSIONE È GRANDE SOTTO IL CIELO, MA LE OPPORTUNITÀ CHE NE POSSONO DERIVARE POTREBBERO ESSERE IRRIPETIBILI

giugno 24, 2016

An EU official hangs the Union Jack next to the European Union flag at the VIP entrance at the European Commission headquarters in Brussels on Tuesday, Feb. 16, 2016. British Prime Minister David Cameron is visiting EU leaders two days ahead of a crucial EU summit. (AP Photo/Geert Vanden Wijngaert)

Dunque i londinesi (come gli scozzesi e gli irlandesi) hanno votato in massa per restare in Europa. Come i giovani – la generazione Ryan-air – come le persone di cultura medio-alta: “la mia colf”, scriveva solo ieri in un fondo un letterato londinese, “è immigrata ma detesta i suoi connazionali, teme che le portino via il lavoro, non la capisco”…

Dunque questa volta i vincitori sarebbero i brutti, sporchi e cattivi di un film sgradevole, ma rivelatore che Franco Brusati affidò a un Nino Manfredi capace di spingere la sua recitazione oltre l’autolesionismo: Pane e cioccolata…

Persino il blog di Beppe Grillo – in queste prime ore convulse tra crolli di banche e rifugio nell’oro viene preso a testimone della preoccupazione crescente che – dopo lo shock della notte – sta spingendo le edizioni on line dei quotidiani a iniettare nei “mercati” interiori che alloggiano nelle nostre pance, dosi massicce di prudenza…

E come non ricordare la posizione critica ma conservativa di un laburista finalmente di sinistra come Jeremy Corbyn, il “sacrificio tragico quanto involontario di una giovane deputata favorevole all’Unione e all’immigrazione uccisa da un folle fanatico in odore di neonazismo! Per non tacere – infine – la “riluttanza” epidermica verso gli unici politici che stanno brindando ininterrottamente da ieri sera: Nigel Farage, Marine Le Pen, Matteosalvini

Ma allora perché non riesco a soffocare il tarlo della soddisfazione che mi rosicchia gradevolmente l’anima da sta mattina quando – tiratomi su dal letto prima ancora di dirigermi in bagno per la pipì – ho lanciato televideo e ho letto l’esatto contrario di quanto mi aspettavo, visto che fin da ieri mattina, da Tokio a Wallstreet, le piazze degli affari scommettevano forte sulla vittoria del “Remain”…QUI come negli statuniti

Forse (e per adesso è l’unica spiegazione che ho provato a dare a me stesso) perché QUI come negli Statuniti di Trump (…e Sanders!) sta andando in scena la rivolta del “cetomedio”. A chi sta sotto la soglia di povertà non hanno più nulla da prendere, ma la disuguale ed esponenziale crescita della ricchezza del bulimico “ceto dell’1%” si basa essenzialmente sull’esproprio del welfare (e sulla sua progressiva privatizzazione a ulteriore “loro” vantaggio) e a danno di coloro che un reddito (da stipendio o pensione) lo possiedono ancora. Una formicaio di individui che messi tutti assieme costituiscono un ricchissimo “parco buoi”.

Bruxelles è il luogo dove le lobby di questi “poteri forti” imperversano da decenni imponendo che le banche “normali” (meglio se piccole e “di territorio”)  falliscano (a vantaggio delle loro banche d’affari), che ci si indebiti per le Grandi Opere Inutili e Imposte ma non lo si possa assolutamente fare – ad esempio – per mantenere un elevato livello dei servizi sanitari nazionali; men che meno per rilanciare la scuola pubblica che ha avuto il torto di essere un ormai anacronistico  “ascensore sociale”; la Commissione EU è il luogo privilegiato delle grandi multi-utility nate dalla privatizzazione delle municipalizzate e dirette da “ex-politici” riconvertitisi manager sul modello degli oligarchi della ex-unionesovietica; una categoria divenuta potentissima anche grazie alla rete clientelare e corrotta che rappresenta. Il vero centro di potere dei partiti – con le fondazioni delle banche ex-pubbliche. Un “sistema” forte di una capacità di indebitamento garantita alle loro “imprese” non dalla liberalizzazione del mercato dell’energia, dell’acqua o dei rifiuti (che i “cartelli” mafiosi hanno vanificato), ma da tariffe approvate dai “governi–amici” che inglobano “sovrapprezzi” destinati al finanziamento di inceneritori, centrali, acquedotti (di valli o di città) la cui utilità è tutta da dimostrare; e che, anzi, di solito si rivelano responsabili di dissesti finanziari a carico pubblico che emergono solo dopo anni di mala-gestione (vedasi Livorno).   Questo scenario (ovviamente assai più vasto e complesso) è percepito all’ingrosso, con errori anche macroscopici dalla “gggente“, che però ha capito sulla propria pelle che”oggi si sta meno bene di ieri ma meglio di domani” e che “la colpa” di tutto questo è dei politici e di chi se ne è fatto megafono al posto di “cane da guardia“. Per questo – per quel che conta la mia opinione” la confusione è grande sotto il cielo, ma le opportunità che ne possono derivare potrebbero essere irripetibili…  Perché se è comprensibile la preoccupazione dei politici ben riassunta dal tweet mattutino del presidente del senato iPietro Grasso –  “Grande dispiacere per il risultato #Brexit. Ora è il momento della coesione, l’UE dovrà reagire al momento difficile rafforzandosi”-  ancor più convincente mi pare sia la risposta prontamente scritta dal senatore del movimento5stelle Marco Scibona: – “Al di là della propria opinione, non c’è mai da dispiacersi quando è il popolo a decidere”- … Quel popolo che di qui in avanti farà bene e guardarsi attentamente le spalle prima che le agenzie di rating – che già sentenziarono l’obsolescenza delle nostre Costituzioni colpevoli d’essere “anacronisticamente” antifasciste (e ottenendo immediato ascolto dal nostro Premierrenzi), potrebbero non esitare a  “suggerire”  l’abolizione del suffragio universale…

Borgone Susa, 24 giugno 2016 – Claudio Giorno

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One Comment
  1. Enrico Vair permalink

    Il problema è che, a giudicare dai social, è già pieno di gente che sostiene l’abolizione del suffragio universale, chiaramente allo scopo di escludere i cretini, che ovviamente sono sempre altri…

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