Skip to content

IL 27 APRILE DEL SUDAFRICA CANTATO DA SIXTO RODRIGUEZ

aprile 29, 2016

Sixto-Rodriguez-sugar-chitarrista

Ieri 27 Aprile, in Sud Africa ricorreva il 22esimo anniversario delle prime elezioni democratiche, che posero definitivamente all’apartheid, il regime di segregazione razziale che Nelson Mandela, ha combattuto per la maggior parte della sua vita. E il 27 Aprile 1994 è la data della storica vittoria  del blocco anti-apartheid. Da allora è giorno è festivo ed è stato definito  Freedom Day. Anche se oggi, oltre 2 decenni dopo  quella storica data, l’euforia e’ un ricordo: conquiste e fallimenti della stagione democratica a volte sembrano confondersi. Il Sud Africa – tuttavia – vanta tra le altre cose una delle più avanzate e difese costituzioni del mondo, il sistema giudiziario è indipendente ed e’ la nazione più prospera del continente.

Non so se è per via di questa ricorrenza che Sky-Arte HD ha riproposto il film-documentario “Searching for Sugar Man”, realizzato nel 2012 dal regista svedese Malik Bendjelloul- Un documento suggestivo che racconta di  due fan sudafricani di un cantante sconosciuto nella nativa America, Sixto Rodriguez.  che – proprio ai tempi dell’apartheid divenne  “a sua insaputa” più famoso di Elvis Presley, più evocato di Bob Dylan. A sua insaputa davvero (non come per i politici italiani cui regalano attici o conti in banca): perché Sixto (così chiamato perché settimo figlio di una famiglia di immigrati messicani a Detroit – la motorcity degli States) – non è stato “profeta in patria” come il suo straordinario talento faceva immaginare. I suoi due album con, Cold Fact, del 1970, e Coming from Reality, del 1971, non adeguatamente promossi, vendettero pochissime copie. Ma (davvero senza che lui lo venga a sapere se non moltissimi anni dopo) spopolano dapprima in Australia e Nuova Zelanda, ma diventano cult proprio in Sud Africa! La sua musica e il suo autore, che proprio perchè non ci si spiega la sua “non presenza” comincia ad essere oggetto di leggende metropolitane: morto di overdose, suicida dandosi fuoco sul palco, giustiziato per aver assassinato l’amante!Detroit

In realtà Rodriguez è un desaparecido proprio perché per vivere deve lavorare e lavorare duro: come operaio alla Chrysler (un’era geologica prima di Marchionne), come manutentore di caldaie, come addetto ai traslochi. I lavori più umili che svolge con un rigore straordinario – come raccontano nel film alcuni ex colleghi – perché anche quella che ha messo su lui è una famiglia numerosa come quella da cui proviene e perché la catapecchia acquistata per 50 dollari in una asta giudiziaria cade letteralmente in pezzi e va almeno riscaldata con una vecchia stufa per non morirvi di freddo! Non sa nulla di essere un mito tra i giovani (e meno giovani) sudafricani fino al 1997, quando il suo fan e un giornalista pubblicano un sito web (The Great Hunt Rodriguez) proprio per avere sue notizie. E – potenza della rete – è su questo sito che l’anno dopo si imbatte una delle sue figlie, che invia ai “ricercatori” una e-mail spiegando che il padre è vivo e vegeto e ha anche un telefono! Così Rodriguez viene contattato e lo stesso anno gli organizzano uno straordinario tour di sei concerti in Sud Africa: arriva a Città del Capo con le tre figlie e la sola chitarra. Naturalmente non ha una propria band e così i comweb, ponenti del gruppo che avrebbe dovuto aprire il concerto (anche loro increduli) diventano la sua band!

L’atmosfera dei concerti restituisce al folk singer i talenti che il mercato gli aveva rubato (non solo metaforicamente visto che il disco d’oro che gli viene alla fine consegnato non ha i corrispettivi di vendita sia per le migliaia di copie pirata circolate in precedenza che per il furto dei diritti che non appena  è arrivata la notorietà ha subito.

Ma le sue canzoni contro il razzismo sono il manifesto politico di un uomo che ha dedicato la sua arte, il suo lavoro e anche l’impegno civile al  riscatto degli ultimi.

2014SixtoRodriguez_Getty169918045_070414.hero

Qui finirebbe la favola, ma Rodriguez torna in Sud Africa altre due volte, nel 2001 e nel 2005, poi effettua un tour in Australia nel 2007 e – finalmente – negli USA  nel 2010. E nel 2014 è stato anche da noi, a Bologna e Milano: due concerti sold out già molti mesi prima. Perché attorno a quest’uomo ormai quasi cieco brillavano le immagini del film. E come scrisse Matteo Cruccu, (inviato a Bologna del Corriere), nella filigrana di «Sugar Man» si intravedono gli spacciatori agli angoli della ghost town Detroit (e il vinile con le traccia assurdamente cancellata dalla censura sudafricana), su «I Wonder», esplodevano gli scontri di piazza ai tempi dell’apartheid o su «Crucify Your Mind» (brano straordinario che avrebbe potuto scrivere un Cohen o un Dylan) si celebrava la riapparizione di Sixto negli slum della Motor City.

Claudio Giorno, 28 aprile 2016

Annunci
Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: