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LA REPUBBLICA DELLE GRANDIOPERE

aprile 15, 2016

Dalla epocale riforma della Costituzione alla grande battaglia contro la corruzione”! Si chiude in modo trionfale la settimana che precede il referendum boicottato contro le trivellazioni a strafottere dei mari italiani e il Tiggì H24 di Sky, (l’unico davvero capace  di “far meglio” di quelli Rai), dedica un intero canale alla conferenzastampa degli ex sindaci toscoemiliani prestati al governo nazionale… (E dopo aver sottotitolato – nella giornata di ieri – buona parte dei servizi andati in onda con una scritta scorrevole su fondo rosso secondo la quale domenica si voterà in nove regioni! sic!).

renzi-delrio

Ma oggi c’era da esaltare l’eroica riforma degli appalti (di cui le agevolazioni – uniche in Europa – per le petrolifere multinazionali che trivellano mezzo Adriatico sono uno degli esempi più illuminanti e le conversazioni intercettate dalla magistratura di Potenza dai supporter di governo e i loro “intermediari” verso Eni & Total, costituiscono una prassi consolidata che non si vede come possa essere debellata coi proclami di Palazzochigi.

Ma il Vannomarchi di Rignano parla a macchinetta (l’unica cosa che sa fare davvero bene) davanti alle telecamere di Murdoch;  e il processionario di Reggioemilia ricostituisce per l’occasione la coppia di successo dell’era ante-Lotti (quando faceva ancora il sottosegretario alla presidenza del consiglio): “obiettivo semplificazione” proclama ammiccando al capo: “tra i cardini del provvedimento un ruolo centrale conferito all’Anac, nuove regole sulla qualificazione, adozione del Bim (Building information modeling, un po’ di inglese maccheronico tanto per gradire), diverso rapporto con il privato, che sulle opere pubbliche si assumerà un rischio operativo «vero», l’archiviazione della legge obiettivo”. Brrr che paura direbbe Renzi a Salini a ruoli invertiti! Ma i ruoli sono quelli noti e così il siparietto va avanti coi ringraziamenti a tutti coloro che si sono prodigati per far si che d’ora in poi le Grandi Opere possano essere tutte davvero sbloccate cestinando una legge – (quella obiettivo del parmigiano Lunardi) – che si limitava ad elencarle. Perché quel che ne impediva la realizzazione – lo spiega ancora il premier – era che “Avevamo qualcosa come un vecchio codice che aveva 660 articoli e 1500 commi, più norme successive, mentre adesso passiamo a un codice con 217 articoli, con linee di indirizzi che vengono affidate al lavoro dell’Anac: ci pensa Cantone, insomma. E – udite, udite – “nelle nuove concessioni la parte del rischio sarà a carico del privati! (Dov’è che l’ho gia sentita? Ah, forse ebbe a dire qualcosa del genere la buonanima di Lorenzonecci al tempo del lancio della TAV SpA, ma era il secolo scorso, un’era geologica prima della Riformaboschi, quando ancora il lavoro c’era, mentre adesso che non c’è più si chiama job).

Borgone Susa, 15 aprile 2016 (ben quattordici giorni dopo il primaprile) – Claudio Giorno

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