Skip to content

COMUNITA’ D’INTENTI

febbraio 8, 2016

C’è una cosa che non potranno processare, tantomeno condannare. C’è una prassi, consolidata, che non  può neanche essere passibile d’’ammenda. C’è uno stile di vita che stiamo tramandando oltre la stessa, a chi è venuto o verrà dopo di noi. Non la tiro oltre, anche perché non sto annunciando una novità sensazionale: di piazzista ce n’è uno e sta – nominato – a Palazzochigi, tra vicoli e piazzette col selciato in sampietrini, non in una baita definita “abusiva”   pur se costruita sul nostro, coi nostri materiali e il nostro lavoro; sto parlando (ancora una volta, ma mai abbastanza), del nostro essere Comunità.

SONY DSC

Mario davanti al suo negozio in via Traforo a Bussoleno

Oggi – 8 febbraio 2016 – ne abbiamo dato un’altra piccola, grande testimonianza: ci siamo radunati davanti alla piccola bottega di Mario, il barbiere No Tav, di Bussoleno, quello che ha tagliato i capelli a Erri De Luca dopo la sua recente assoluzione, quello che dovrebbe salire d’ufficio sul podio delle olimpiadi di Rio per quanti record mondiali ha cancellato lanciando sassi ai poliziotti nel poligono della Maddalena…(Lo sancisce  una sentenza che lo ha condannato, anche se solo in primo grado). Lo stesso cui, a quanto pare, si vorrebbe chiedere di porre rimedio al dissesto delle finanze pubbliche! Si, perché alla fine della scorsa settimana si è saputo di indagini e appostamenti che avrebbero tenuto impegnata per mesi (anni?) la Guardia di Finanza di mezzo Piemonte (nonostante sia chiamata da un lustro a dare il suo contributo alla difesa del cantiere paramilitare di Chiomonte). Un accurato lavoro di intelligence avrebbe  infatti consentito alle fiammegialle di accertare un’evasione fiscale da fare invidia al Geometrabriatore: i militari avrebbero contato e ricontato le lamette da barba a magazzino, rovistato nei cassonetti dell’indifferenziata alla ricerca di quelle usate e dei peli residui per risalire al dna dei clienti…Passato – infine – allo scanner fatture, ricevute e scontrini… Risultato: il titolare di una piccola bottega di provincia dovrebbe versare 16mila euro solo per “mettersi in regola” con gli incassi del 2011 e 2012 su cui si sarebbero concentrate le indagini. La vetrina del barbiere fa angolo col “piccolo-grandemagazzino” di Bussoleno, l’unico di un paese tra i più popolosi della valle, anche se nel raggio di pochi km sono sorti da molti anni centri commerciali, discount e tutto quanto ha contribuito a “sfoltire” i piccoli negozietti e a provocare un tourn-over impressionante tra chi tenta di tirar su la saracinesca a che la deve  abbassare (spesso nel giro di poche settimane e dopo aver investito i risparmi – chi ce li aveva – o essersi indebitati fino al collo)! Lo sanno tutti, associazioni di categoria, sindaci, consiglieri regionali, deputati e senatori. Lo sappiamo tutti, quelli che passano un pezzo della propria vita tra gli scaffali o in coda alle casse dei supermercati e chi si ostina a non metterci piede preferendo dare al bottegaio sotto casa i quattro centesimi che spenderebbe in benzina per fare il giro dei superdiscount alla ricerca dell’offerta più vantaggiosa… Lo sa il ministro dell’economia e il suo collega perito agrario passato con disinvoltura dalle cene elettorali di legacoop al dicastero del lavoro dove le partite-iva muoiono in culla ma vengono contabilizzate con lo scopo di consentire al premier di dare periodicamente i numeri… Numeri per la nazione e per il suo partito ma che in una comunità che si vorrebbe marginale ed emarginata ci rifiutiamo di bere; come ci rifiutiamo di considerare ineluttabile un “destino di corridoio”, inesorabile un aumento di malattie cardiovascolari generate dalla cantierizzazione permanente, e fisiologici dei controlli fiscali che è fin troppo evidente quanto siano mirati, punitivi, vendicativi. Perché, come è stato detto oggi da chi è intervenuto a sostegno di Mario, “noi (i cittadini della Valle di Susa che si riconoscono nel Movimento No Tav) avremmo dichiarato guerra allo Stato”…Peccato che tutti gli indicatori osservabili in modo e da un soggetto indipendente vadano in direzione opposta come ha autorevolmente accertato il Tribunale Permanente dei Popoli: semmai è lo Stato che ha dichiarato guerra alla Val di Susa. Peccato, soprattutto, che la natura di quel medesimo Stato risulti sempre più contaminata al punto che chi ne difende le ragioni non può evitare di legittimarne, più di ogni altra cosa, i torti.

Bussoleno, 8 febbraio 2016 – Claudio Giorno

Annunci
Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: