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DIFFICILE TROVARE UNA DATA…

dicembre 23, 2015

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E’ difficile trovare una data “libera” dalla necessità di commemorare un eccidio, una strage, un lutto collettivo nel nostro paese. E’ questa l’unica scusante per il televenditore autonominatosi presidente del consiglio dei ministri. Ma l’aver scelto il 23 dicembre per inaugurare la variante di valico (con crepe) a poche centinaia di metri dalla stazione ferroviaria di San Benedetto Val di Sambro, teatro (oltre che di quella dell’Italicus) anche della “strage di Natale” come fu soprannominata quella del “rapido 904” è stata solo l’ultimo gesto di implicito disprezzo verso coloro che credono che ricordare sia più giusto che inaugurare. Diciamocelo: ci sarebbe stato comunque poco da festeggiare oggi, aprendo al traffico una “variante di valico” le cui magagne – denunciate con coraggio da quei pochi che si prendono il rischio di fare ancora giornalismo di inchiesta – erano state oggetto di frettolosi “camouflage”. Poco da festeggiare per i cittadini contribuenti depredati attraverso una libera interpretazione dell’istituto della concessione di un patrimonio pubblico come la rete autostradale italiana divenuta monopolio privato (sotto il Governoprodi!). Ma farlo – con l’ormai scontato ricorso al logoro ritornello sui gufi – esattamente lo stesso giorno in cui trentuno anni fa – il 23 dicembre 1984 presso la “Grande galleria dell’Appennino” – morivano 16 persone ( e 266 restavano ferite anche molto gravemente) è stato qualcosa di più di un fatto di cattivo gusto. E’ stata mancanza di sensibilità e soprattutto di rispetto perché in Parlamento giacciono ancora gli atti della tristemente famosa “Commissione Stragi” che classificò questa – avvenuta nei pressi di dove, poco più di dieci anni prima, era scoppiata la bomba dell’Italicus, come l’inizio dell’epoca della guerra di mafia dei primi anni novanta! Lo “certifica” in un certo senso lo stesso Presidente della Repubblica nel messaggio inviato oggi alla presidente del comitato dei familiari dei defunti Rosaria Manzo. Ed è sembrata “una pezza peggiore del buco” (come dicono in “nord est”) il frettoloso passaggio del premier che ha interrotto per alcuni secondi i festeggiamenti per “mandare un pensiero alla Comunità di San Benedetto Val di Sambro”…
Fortunato il paese che non ha bisogno di eroi, specialmente di “eroi involontari”. Ma fortunato il paese le cui istituzioni, e gli uomini che le rappresentano, scelgono di esserci non dove consigliano i sondaggi d’opinione, ma dove è giusto.
Borgone Susa, 23 dicembre 2015 – Claudio Giorno

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