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BENTORNATO (?!) PREFETTO TRONCA

novembre 1, 2015

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Qualcosa dev’essere successo se Lastampa (il quotidiano di proprietà dell’amicoamarticano del premier, diretto dal più prono dei suoi megafoni)  pubblica non uno, ma due articoli “controcorrente”.  Perché per recitare il logoro copione del giornale indipendente che da spazio “anche” alle opinioni di chi non la pensa come la maggioranza (della minoranza che va ancora a votare) un articolo ogni tanto basta. (Avanza). Invece oggi primonovembre 2015 – il giorno dopo che anche il presidente afro-amerikano ha festeggiato halloween tra le mura della Casabianca – Marco Bresolin e Jacopo Jacoboni sembrano Rossi e Marquez che fanno a carenate per chi la mette giù più dura contro l’ex ragazzoprodigio della Leopolda. Non in prima persona, ovviamente, ma usando come spalla Massimo Cacciari e per sponda l’Unità dei tempi di Concita Di Gregorio! Non proprio due testimonial allineati al cerchiomagico gigliato:

«Diceva di voler rimettere la politica al comando. Invece in tutte le situazioni critiche deve ricorrere a tecnici. E a livello amministrativo locale ai vari Fassino, Chiamparino, De Luca e magari anche Bassolino. Vorrei capire chi ha rottamato, oltre a D’Alema» è la bordata di apertura del filosofo – ex sindaco di Venezia – traghettatore verso la “modernità” di quello che fu il partito comunista più longevo dell’Europa occidentale.

La nostra classe politica è inadeguata? Chiede un Bresolin che sembra intimidito dal tono ruvido dell’intervistato: «Per lo meno quella che sta attorno al capo del governo. Guardiamo quello che è successo a Roma: il Pd ha fatto ricorso a un politico per risolvere il problema. La prima cosa da mettere in discussione sarebbe l’ operato di Orfini. Renzi ha messo lì un suo braccio destro che avrebbe dovuto avere autorevolezza e capacità per dirimere quel casino e invece guarda che disastri ha lasciato che accadessero. Si è dimostrato totalmente incapace. E allora lo caccino. Lo mettano a fare il capo sezione a Orbetello». Ora al di la dell’accanimento verso Orbetello che oltre che dalla crisi della pescicoltura ha anche dovuto risollevarsi dall’aver incautamente eletto il camerata Altiero Matteoli a sindaco, la notizia del giorno è proprio l’impressionante infornata di tecnici chiamati a governare Roma da qui alle elezioni con di mezzo due cose da niente come il processo a Mafiacapitale e il Giubileo! Una infornata guidata dal prefetto di Milano – capitale morale, ipse dixit Cantone – tale Francesco Paolo Tronca catapultato dal successo (?!) dell’Expo-opulenza alimentare alla sfida della misericordia spirituale…E se Cacciari discute sulla scelta dei tecnici capaci a surroga dei politici incapaci Jacoboni si incarica di ricordare ai non addetti ai lavori che quello di Tronca non è un debutto, ma un ritorno nella capitale. E lo fa chiamando a testimoniare il giornale di partito da poco riesumato (con l’unico scopo di offrire una tribuna anche cartacea al premier digitale): L’Unità: “La storia è questa: nel maggio 2011 il giornale legato al Pd (e poi, ufficialmente, il partito in Parlamento) denunciarono che Tronca – allora prefetto e capo del dipartimento dei vigili del fuoco del soccorso pubblico e della difesa civile – fece un uso improprio di risorse pubbliche. Il quotidiano (era un’ altra era, lo dirigeva Concita De Gregorio) raccontò un’ inchiesta interna dei sindacati dei vigili del fuoco: l’ 11 maggio del 2011 un autista e un mezzo dei vigili vennero «distolti dal servizio» per essere utilizzati come noleggio con conducente, ma gratuito, per portare «il figlio del dottor Tronca e un’ altra persona» a un incontro di calcio (Roma-Inter di Coppa Italia)”.Quindi. per buon peso, da conto della messa a disposizione non dovuta di due attici nei pressi del Quirinale! (Che sia stato a sua insaputa?). Se il buongiorno si vede dal mattino bisognerebbe (insisto) capire cosa è avvenuto la notte prima…A meno che la chiave per comprendere stia nelle ultime parole (taglienti) di Cacciari: «Se vuole salvarsi il sederino, Renzi a Milano dovrà mettere Sala. Altrimenti rischia la pelle. E se Renzi perde sia a Milano che a Roma, voglio vedere come continua a governare il Paese…».

Insomma, che una percentuale non più trascurabile di giornalisti di palazzo abbiano già cominciato a portarsi avanti col lavoro che sanno svolgere meglio: riposizionarsi.

Borgone Susa, 1 novembre 2015 – Claudio Giorno

http://www.lastampa.it/2015/11/01/italia/politica/cacciari-altro-che-primato-della-politica-renzi-lha-sostituita-con-tecnici-e-amici-9Te9JmeuBmRwhReTTxSOqL/premium.html;jsessionid=71C07A49C6A985A899280A3C80B496C1

http://www.lastampa.it/2015/11/01/italia/politica/quando-tronca-fin-nel-mirino-per-lauto-e-lautista-dei-vigili-del-fuoco-usati-per-portare-il-figlio-allo-stadio-plELgZw28wRxM06AVzT4wM/pagina.html

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