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IL PRIMOMAGGIO CON HUGO BLANCO  IN VAL DI SUSA

maggio 2, 2015

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Ieri , primo maggio 2015, la “nostra” analisi costo-benefici ha toccato un altro record storico. Far parte del movimento No Tav da diritto a dividendi che nessuna agenzia di rating può neanche ipotizzare: essere cittadini della nostra comunità garantisce utili incalcolabili, al netto di risarcimenti, provvisionali e il costo spropositato di innumerevoli fogli di marche da bollo con cui pure sarebbe ormai possibile oscurare il cielo dell’intera cittàmetropolitana…

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La visita di Hugo Blanco, figura mitica delle lotte per i diritti in Sud America era largamente annunciata, ma nessuno che non lo avesse già “visto da vicino” poteva immaginare la ricchezza che sarebbe scaturita da questo ennesimo incontro. Un fatto reso possibile dal riconoscimento ormai davvero globale del nostro diritto di difendere il territorio, l’ambiente, la salute, i conti pubblici dall’arroganza dei nuovi predatori dell’arca perduta…Andrea Semplici, giornalista-scrittore occasionalmente toscano ma col Messico (il Chiapas) nel cuore ne parlava così dopo averlo incontrato a Cortona nel 2012: “Un Che Guevara che ha saputo invecchiare. Hugo ha appena sei anni in più di quanti ne avrebbe oggi Ernesto Guevara. Quasi un miracolo. Dieci anni fa, gli esplose una vena della testa. Ha vinto anche questa battaglia. Anni di galera, una condanna a morte, una insurrezione contadina nelle sue valli andine. Operaio, contadino, intellettuale. Studi di agronomia in Argentina. (…)Un esilio. Molti esili. Molte deportazioni. Amnesty International e un forte movimento che lo salvano dalla fucilazione. Troskista (chissà cosa vuol dire?) per decenni. Oggi ecologista. Lotta contro i giganti delle miniere.I contadini delle sue valli, La Convenciòn e Lares, furono capaci di mettere in pratica una singolare riforma agraria”…Ed  Eduardo Galeano – il grande scrittore che ci ha lasciato solo pochi giorni fa così ne aveva scritto: “E’ ancora quel matto che decise di essere indio, anche se non lo era ed è accaduto che è diventato il più indio di tutti‘Ha dormito sotto le stelle e fra i topi delle prigioni’,. Ha fatto quattordici scioperi della fame. Un ministro gli inviò in carcere una bara. A un certo punto, il ‘terrorista’, è diventato deputato e poi senatore. Andava nelle aule del potere, vestito da campesino delle Ande. Una corda a sorreggere i pantaloni. Sandali ai piedi. Non ha buon  ricordo di quegli anni: ‘Non mi sentivo utile alla lotta in quei luoghi”.

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E con i sandali – “quanta strada nei suoi sandali” – ha percorso la strada bianca che porta da Giaglione alla Val Clarea, rifiutando il passaggio in auto premurosamente offertogli. E al “campo della memoria” ha spiegato i motivi per cui le lotte dei popoli sono l’unica e ultima possibilità di salvare il pianeta dalla bulimia stolta e autodistruttiva della finanza globale, dei governi che ne sono servi, delle forze di polizia e delle magistrature che ne difendono gli interessi; oggi ovunque nel mondo neocoloniale come sessant’anni fa nel suo Perù che dall’Europa aveva “ereditato” il neofeudalesimo. Ed è toccato proprio a “una peruviana di valsusa” –  Nihurka Ipenza – descrivergli la situazione: perché la Valle di Susa è il mondo e non si può rinchiuderlo in un cantiere paramilitare…

Borgone Susa, 2 maggio 2015 – Claudio Giorno

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One Comment
  1. L’ha ribloggato su maxnotes.

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