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C’ERA UNA VOLTA RADIO3

febbraio 18, 2015

QUESTA SETTIMANA è di turno a “primapagina” di RaiRadio3 un “giornalista” di Panorama.

La trasmissione (per chi non la conoscesse anche se credo che tutti noi l’abbiamo almeno occasionalmente ascoltata) è (era?) una bella intuizione di chi ha “inventato” la rete culturale” del servizio pubblico. Vi si alternano nella lettura dei “giornali freschi di stampa” grandi firme, inviati, qualche direttore, ma anche alcuni giovani redattori che vengono considerati particolarmente dotati nella non scontata capacità di stabilire un dialogo con gli ascoltatori. I quali cessano di essere passivamente tali perché – telefonando alla redazione – possono essere richiamati nella seconda parte della trasmissione (il “filo diretto”) a intervenire (in diretta appunto) per porre domande o commentare gli articoli e le opinioni del conduttore.

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Il giornalista di questa settimana che (come detto scrive per il settimanale Panorama) si chiama Carlo Puca.

Il professor Beppe Scienza della facoltà di matematica di Torino è solito definire “economici” i giornalisti che scrivono per i quotidiani o periodici del settore…Ma aggiunge con una punta di sarcasmo “che sono economici perché si possono comprare con poca spesa” Nessuno lo ha mai querelato per questo, anche perché sanno benissimo che il professore potrebbe dimostrare (e dimostra) quanto interessati siano la maggior parte dei “consigli per gli acquisti” che costoro dispensano a pagamento…Qualcuno (non ricordo chi) ha invece ironizzato sulla schiera sempre più folta di “giornalisti da salotto”: intendendo per tali quelli televisivi dove – nella inflazionata e sempre più scadente categoria dei talk show c’è ormai solo più “posto in piedi”…

Il giornalista da salotto è telegenico anche se non necessariamente bello. Non sporca, non sa quasi niente ma su tutto, può anche dar vita a una rissa simulata quando serva ad alzare l’audience, ma – ugualmente a comando – essere “spento” dal conduttore non appena si avverte che la perdita di freni inibitori potrebbe anche farlo passare dalla rissa che tira su l’ascolto al vomito di un brandello di verità. Cosa non desiderabile perché potrebbe anche rendere appena un po’ più consapevoli degli imbrogli dei governanti di turno persino coloro che seguono con manifesta libidine le ultime indiscrezioni sull’ultimo dei tanti torbidi delitti commessi da mamme, amanti, fidanzati,  broker o muratori…

Privare (per fortuna solo nelle primissime ore del primo mattino) questo pubblico affezionato del contributo atteso che “i Carlipuca” possono offrire è cattiveria pura…Non meno crudele è destinare tale fattispecie di giornalisti a un pubblico forse di nicchia, ma attento ed esigente come chi ascolta (ascoltava?) abitualmente radio3…Soprattutto lo è sottoporre ascoltatori generalmente informati, spesso profondi conoscitori dei temi su cui telefonano (come è facilmente intuibile semplicemente ascoltandoli) a tentativi vergognosi quanto vani di negazionismo…No, non dell’olocausto degli ebrei nella seconda guerra mondiale, ma di quello numericamente meno rilevante ma altrettanto atroce dei bambini della terra dei fuochi: che secondo il portavoce del settimanale di punta del leader di forzitalia (dal cui fascino il conduttore ripete ossessivamente di essere affrancato) vivono in una terra solo “normalmente” inquinata, anzi molto meno del normale: tant’è che tutte le analisi “scientifiche” (sottolineato) svolte sia in Italia che in Europa sui prodotti alimentari che ne provengono hanno certificato la loro salubrità! Che sennò come potremmo chiedere ai produttori locali di pagare il pizzo (pardon, l’affitto dello stand) all’imminente Expo? Ma fin qui potrebbe anche essere che il nostro si sia eroicamente “arruolato” tra i volontari che intendono combattere il disfattismo di chi la pensa come noi e che potrebbe arrecare gravi danni all’economia (di cui sopra) facendo fare flop anche alla grande kermesse naturale ingabbiata tra i tralicci e il calcestruzzo affastellati e rovesciati a tonnellate – tra le tangenziali e le tangenti – nella spianata padana di Rho-Pero…Che dire allora dello spot spudorato di sta mattina a favore del Mose?… Ma quali tangenti, ma quale inutilità della Grandeopera? Ci sarebbe un elenco (altro che la lista Falciani) di cui il giornale concorrente dell’Espresso sarebbe venuto in possesso. Una “lista”  di capidistato, colleghi etranger del Ministrolupi, financo ambasciatori con feluca pronti a importare nei loro paesi la tecnologia lagunare persino nel deserto…Nelle prossime puntate (per chi avrà ancora lo stomaco di ascoltarlo – io no – leggerà nomi, cognomi e indirizzi)…Chi dovesse decidere di immolarsi per completezza di informazione mi faccia sapere se – prima di domenica – ultimo giorno delle sua conduzione – riuscirà a sostenere che le terre rosse che ricadono dai camini dell’Ilva di Taranto possono essere vendute con profitto per rifare il look ai mitici campi da tennis del Roland Garros di Parigi.

Borgone Susa, 18 febbraio 2015 – Claudio Giorno

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