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I bambini di Venaus accolgono il Kaki sopravvissuto all’atomica di Nagasaki

marzo 31, 2014

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Da  venerdì 28 marzo – una delle pianticelle nata dal kaki sopravvissuto alla seconda bomba atomica sganciata sul Giappone il 6 agosto 1945 sarà quotidianamente accudita dai bambini delle scuole elementari di Venaus fino al giorno previsto per la piantumazione; (fissata significativamente  per il 25 aprile prossimo). Sta per compiersi il percorso iniziato ormai quasi due anni fa (e con una determinazione pari solo alla sua sensibilità) da Tiziana Volta, del Coordinamento Bresciano della Marcia Mondiale della Pace. Un percorso che l’ha portata a visitare gli angoli più suggestivi (spesso sconosciuti) della Valle di Susa e a scegliere – assieme ai cittadini – la Contrada VIII dicembre del piccolo paese all’imbocco della Val Cenischia per la messa a dimora dell’alberello divenuto simbolo universale di Pace. Nelle aule ricavate dai container che sostituiscono l’edificio scolastico che – come troppi nel nostro paese – deve essere messo in sicurezza per poter tornare ad ospitare la scuola (in una valle dove tra cantieri e “compensazioni” si gettano soldi solo per opere inutili, dannose e imposte), la piantina è stata accolta con le parole che mi sembra giusto e bello riportare qui di seguito integralmente:

“Prendersi in carica questa pianta, che viene da così lontano e che porta con sé una storia così importante significa aiutarla a crescere, curarla e proteggerla. Quando metterà foglie, il loro fruscio racconterà le storie di tante vite cancellate per sempre. Bisognerà fare silenzio e stare ad ascoltare. Dovremo essere capaci di farle mettere radici nella nostra terra ma soprattutto nei nostri cuori. Bisognerà imparare a seminare e coltivare bellezza. Non dovremo lasciare mai sola questa pianta, mai dimenticarla. Bisognerà imparare a donarsi, a considerare l’altro, qualsiasi altro, un bene prezioso. Saranno le nostre vite a far maturare i frutti, oltre che il sole e la terra. 

La nostra scuola, più di altre, dovrà diventare la scuola che accoglie tutti, la scuola capace di aiutare tutti, soprattutto quei bambini che ne hanno più bisogno e che qualcuno chiama “difficili”. Bisognerà imparare la pazienza e la tolleranza. Questa piccola pianticelle ha già fatto incontrare storie e persone che prima non si conoscevano: Tiziana, Daniela, Cristina. Bisognerà imparare l’apertura, l’accoglienza e la solidarietà.
Oggi questa pianta ci viene affidata senza che ci sia chiesto nulla in cambio. Succede così raramente. Bisognerà riscoprire il significato autentico della parola donare. L’albero dal quale arriva questa pianticella è stato capace di affermare la vita fin dentro la morte. Bisognerà imparare a credere che un mondo diverso è possibile e incominciare a darsi da fare per costruirlo, perché il tempo è poco e il lavoro da fare tanto. Vicino a questa piantina, a tenerle compagnia, ci sarà sempre un’opera d’arte che porta i segni della nostra terra e delle nostre mani. Bisognerà imparare a trasformare le nostre vite e ogni nostro atto in un’opera d’arte. Solo così questa pianta potrà
crescere”.
Paolo, Silvana, Stefania e i bambini di Venaus

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Successivamente i bambini hanno festeggiato l’avvenimento sotto la grande bandiera arcobaleno della Comunità di Monte Orfano che ha accompagnato la pianticella dalla Franciacorta di Brescia – dove era arrivata dal Giappone – alla Valle di Susa.

Nella stessa occasione c’è stata anche un’altra piccola-grande cerimonia:  il  comitato No Tav Susa-Mompantero ha ricevuto il kit di accoglienza dei semi di un ilex rotunda , albero  sopravvissuto anch’esso a un bombardamento atomico: il primo ai danni della popolazione civile di una intera città, quella di Hiroshima. Anche in questo caso la piantumazione avverrà successivamente, ed è stata scelta con cura una localizzazione di alto valore simbolico. Va aggiunto che per la prima volta (molte pianticelle sono state messe a dimora nel mondo in questi anni e diverse crescono rigogliosamente in Italia) il Comitato Nipponico che deve esprimersi sulla scelta dei siti ha approvato una localizzazione sede di un conflitto non risolto. Con l’ovvio auspicio che anche grazie all’impegno che si assume per la crescita degli alberelli si possa perlomeno verificare un allentamento della tensione…Vedremo presto se agli alberi – esseri viventi nonostante il fall out – sarà riservata miglior sorte che al cippo votivo in Clarea…

Borgone Susa, 31 marzo 2014 – Claudio Giorno

 

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