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LA FRANA CON SOTTO MARZABOTTO

marzo 24, 2014

Abbiamo letto in questi giorni della frana innescata dalla scellerata costruzione delle gallerie della “variante di valico” tra Bologna e Firenze: il rischio molto concreto che assieme a un miliardo di euro convertiti in calcestruzzo collassino colline, casette e pievi… Così la Grande Opera che i Benetton si erano impegnati a realizzare in cambio di un grazioso regalo –  la privatizzazione della fetta più grande della rete autostradale fino a qualche anno prima in capo all’IRI – rischia di non poter essere portata a termine, e – metafora del paese – non si vede luce in fondo ai tunnel…

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La chiesetta di Ripoli che rischia di essere ingoiata dalla frana

Ma i capitali privati debbono essere portati a tutti i costi in salvo: memori della generosità del professore bolognese Prodi…i finanzieri di Treviso un tempo celebri in tutto il mondo  per aver saputo trasformare in oro la lana di pecore, si sono rivolti a un…Lupi. Già,  perché non sarebbe “accettabile” che  i costi più che raddoppiati dell’”investimento” vadano a  penalizzare il fiume di liquido che sgorga incessantemente dai pedaggi: chi ha mai visto il i “capitani coraggiosi del made in italy” prendere anche solo lontanamente in considerazione  il concetto di “capitale di rischio”…Il rischio – anzi le catastrofi – sono per definizione “naturali” e riservate ai cittadini-contribuenti cui si chiede di pagare tasse, pedaggi e bollette (oltre che il caffé e il carburante  più cari all’autogrill per garantire le royalties ai concessionari autostradali…In questo caso ancora i Benetton!). Così ai cittadini dell’appennino ToscoEmiliano viene riservato – dopo il Tav – un altro scenario apocalittico incombente…E poco importa se ‘sta volta oltre al già torturato Mugello di Don Milani sarà il luogo simbolo del martirio per mano nazifascista a venire sacrificato: Marzabotto (dove tra qualche settimana – per il 25 aprile – salirà la carica istituzional-apicale di turno a tenere un discorso alto e vibrante). Torna allora di estrema attualita’ il lavoro di Wolf Bukowski che racconta di una mutazione genetica con al centro un luogo della memoria divenuto pretesto per un vuoto e ripetitivo predicar bene…Mentre si va  razzolando sempre peggio: “Dimenticare Marzabotto? Lo scempio ambientale nei luoghi della memoria” racconta di una terra e delle persone che la vivono, di chi la governa, di chi la prosciuga e di chi la difende. L’area è quella delle colline attorno a Monte Sole, teatro nel 1944 dell’eccidio. L’autore scopre e racconta di disastri ambientali consapevolmente perpetrati dietro l’alibi dell’emergenza, della tutela della salute, della salvaguardia dell’occupazione. La reazione attraverso l’uso della parola che vuole salvare la memoria contro l’indifferenza individuale e collettiva”.Una lettura consigliata a chi voglia davvero rivitalizzare la celebrazione ma soprattutto lo spirito della resistenza.

Borgone Susa, 24 marzo 2014 – Claudio Giorno

Bukowski

Wolf Bukowski, membro del Movimento Stop al Consumo di Territorio, ha pubblicato “Dov’è il monumento? Una conversazione con Luigi Fontana attorno a Monte Sole” e numerosi articoli in rete sullo sprawl, la TAV, la Variante di Valico, il greenwashing, il nucleare nonché sulla sovranità alimentare e la decrescita – tutti reperibili a partire da indexlupi.blogspot.com

“Dimenticare Marzabotto? Lo scempio ambientale nei luoghi della memoria”
Pagine: 120 – Prezzo: 13,50 euro

 

 

 

 

 

 

 

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