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LIBERI DI MENTIRE

febbraio 15, 2014

L’altro ieri il rampollo riccioluto del ramo cadetto degli Agnelli (la casa reale che ha preso il posto dei Savoia nel cuore dei torinesi al vermouth) ha esternato in una scuola di Sondrio (dove evidentemente non ne hanno avuto abbastanza  di Tremonti e dei figli di Bossi e gli incapaci li importano anche dalla pianura). L’esternazione è stata arrogante ma niente affatto originale perché sullo stesso argomento  si erano cimentati nel recente passato il compianto Padoaschioppa, la niente affatto rimpianta Fornero e un coetaneo paraculo di Elkanm (ma di una dinastia minore della capitale) , tale Martone;  ed è consistita nell’ammonire l’ intera nuova generazione di italiani attraverso i malcapitati allievi di un liceo valtellinese: “I giovani non hanno un lavoro perché stanno bene a casa o non hanno ambizione”.

La frase aveva causato immediatamente severe critiche da parete di molti esponenti della cultura e della società civile e – addirittura – la correzione della definizione che Wikipedia dava del suo autore “John Philip Jacob Elkann (New York, 1º aprile 1976) è un imprenditore italiano, attualmente presidente della Fiat S.p.A., della Exor S.p.A. e della Giovanni Agnelli e C. s.a.p.a., è un figlio di papà e grandissimo paraculo, nato nella bambagia e si permette pure di fare lo splendido dicendo che i giovani italiani sono degli sfaticati..”. Ma non è niente rispetto alla reazione che Diego Della Valle – già altre volte severamente critico con lui, la sua famiglia e il management di quella che adesso si chiama FCA – ha dichiarato oggi – sabato 15 febbraio: “Il poveretto di Jaki non perde mai tempo di ricordare agli italiani che è un imbecille“, ha detto, suggerendo di fare un “referendum e chiederci se lo vogliamo ancora in Italia”. Per poi aggiungere: “E’ una vergogna che uno degli Agnelli dica che oggi in Italia i giovani hanno i posti di lavoro. Uno che si permette di dire che i ragazzi stanno a casa perché non hanno voglia di lavorare, perché il lavoro c’è, è un imbecille – ha continuato – lo tengano a casa, lo tengano un po’ a riposo, vada a sciare”. Concludendo con un attacco diretto alla fu Fiat che non tarderà – credo – a scatenare la discesa in campo dell’AD transatlantico. “John Elkann è uno che appartiene a una famiglia che ha distrutto una quantità industriale di posti di lavoro e, di conseguenza, anche le speranze di molti giovani”.

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Fin qui la cronaca – come si dice. Ma che rende possibile commentare a margine sulla deontologia professionale di chi vi è addetto, i giornalisti (ancora loro), quelli che danno della casta agli altri, che cantano la libertà di stampa se viene messa a dura prova dai “regimi” dei “paesi canaglia”, ma si rifugiano nella più protettiva delle autocensure persino quando basterebbe riferire le parole altrui senza rischiare neanche un pelo di quelli che stanno attorno al buco stretto come quello delle galline che caratterizza l’anatomia di questa particolare fauna…

Per dimostrarlo facilmente basta prendersi il gusto di andare a leggere i titoli delle edizioni on line di quattro testate tra le più diffuse:

Il fatto (di “proprietà” dei suoi lettori) lo da come terza notizia (subito sotto quella delle consultazioni del re col pregiudicato per la formazione del nuovo governo extraparlamentare e dei candidati-pregiudicati alle elezioni sarde): Della Valle: “Elkann imbecille. Referendum per chiederci se lo vogliamo in Italia”.

Repubblica gongola: si sa che tra Debenedetti e gli Agnelli non ci si lasciò bene, molti anni fa. Ma si tratta di un giornale di signori e i signori amano la sobrietà: il titolo viene al 14esimo posto nella gerarchia scelta, ma è lapidario: “Della Valle contro John Elkann: “E’ un imbecille, vada via”

IL Corriere della sera riflette l’imbarazzo proprietario: la testata è controllata dal salotto già fiat, ma tra gli azionisti c’è anche il finanziere marchigiano: il titolo si colloca in 11esima posizione, ma è molto asettico: “Della Valle, nuove accuse a Elkann”.

Su la stampa del granitico Calabresi e del caustico Gramellini la notizia semplicemente non c’è: alle ore 20 (quando ho salvato il pdf della home page) c’è – attorno alla 23esima posizione ancora il titolo – debitamente edulcorato – della frase storica pronunciata dallo sposo dell’Isolabella: e sotto un occhiello che darebbe lustro anche a una minchiata: ECONOMIA (!) Elkann: “Fiat è più italiana”. E sprona i giovani: “Se volete trovare lavoro siate ambiziosi”. Di seguito il “catenaccio” di servizio: Il presidente del gruppo a Sondrio: “Il mondo offre opportunità. Ma a volte i ragazzi non sono così determinati a cercare un posto”.  Quasi un compagno di banco…

Che aggiungere? Che ognuno ha i padroni che si merita.

Borgone Susa, 15 febbraio 2014 – Claudio Giorno

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