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UNA LEGGE ELETTORALE PER LE ALLODOLE

febbraio 4, 2014

In questi giorni roventi il “palazzo” sta evidentemente cercando di porre le basi per la messa fuorilegge del M5S (con l’accusa da niente che si tratta di un movimento eversivo). Una necessità vitale per i conservatori della democrazia della tangente tantopiù che – stando ai sondaggi di Mentana- il linciaggio mediatico non sembra penalizzare le liste di Grillo, anzi…

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Intanto i partitini satelliti cercano di ritagliarsi delle nicchie di sopravvivenza: Così ciò che resta delle fabbriche di Vendola  che hanno portato in parlamento (e addirittura alla presidenza) la Boldrini (punta di diamante della campagna diffamatoria in corso) ha presentato un emendamento all’italicum troiaium di Renzusconi a firma del capogruppo Gennaromigliore (un nome, una garanzia) che prevede che il premio di maggioranza possa essere esteso anche al secondo partito della coalizione quale che sia la percentuale che ottiene…Confesso che io – per quel che vale il parere di un singolo elettore)  sono rimasto un affezionato e romantico sostenitore del proporzionale! E non credo nel feticcio della governabilità. Del resto da quando – nell’infausto 1994 – si è cominciato a votare col maggioritario la governabilità del paese è andata via via peggiorando e i ricatti dei “partitini” si sono trasferiti dal dopo al prima delle elezioni, ma senza neanche terminare una volta ottenuto il premio-truffa di maggioranza che anzi è spesso stato usato .- vedi Leganord – per aumentare la posta del ricatto continuo che ha finito per logorare quasi tutti i governi che si sono nel frattempo succeduti, alcuni dopo pochissimi mesi! Detto questo non credo che oggi il problema più importante sia la legge elettorale e il suo “adattamento” ai bisogni di tutti quelli che la sottoscriveranno. Ma – per esempio – l’incombente rischio-fallimento dell’INPS che si rivelerà devastante non solo per chi percepisce nominalmente la pensione, ma per il ruolo di surroga del welfare che rappresenta, diretta (attraverso l’erogazione della cassa integrazione) e indiretta (i nonni che soccorrono figli e nipoti disoccupati). In quel momento potrebbe esserci il nostro crollo definitivo. In quel momento potrebbero venirci a mancare (non foss’altro per prolungare l’agonia) i sette miliardi e mezzo di riserve pregiate di Bankitalia “ghigliottinati” per finanziare l’ultima campagna elettorale del cavaliere e soprattutto per fare un altro grazioso regalo alle banche privatizzate dagli oligarchi de nojaltri. Forse allora anche la nobildonna che ha sostituito Bertinotti nel partito, nell’incarico istituzionale e nei salotti romani (televisivi e non) capirà per quali cause e che cosa succede quando va in crisi una democrazia…Lieto se la storia mi darà torto: ho un figlio di poco più di vent’anni, non ci tengo proprio ad avere ragione!

Borgone Susa, 3 febbraio 2014, Claudio Giorno

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