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CHI TACE ACCONSENTE (AL SISTEMA)

novembre 11, 2013

Due fatti distanti tra di loro qualche migliaio di kilomentri, ma  in piena Europaunita la dicono lunga sullo stato di salute del vecchio continente, sul grande equivoco ormai svelato di aver “fatto l’europa ma non gli europei” anzi di aver creato in vitro tutto quel che serve per un contagio non arginabile di una pandemia – l’antieuropeismo ormai prossimo a dilagare – che non sembra prevedere possibilità alcuna di fare a  tempo a inventare un efficace vaccino:. I due fatti che mi piace mettere arbitrariamente ma argomentatamente assieme sono un incontro di amministratori e cittadini – ieri – a L’Aquila e la rivolta dei berretti rossi che sta mettendo a soqquadro la Bretagna. Le due cose sono unite prima di tutto dal fatto che nessuno (o quasi) ne ha parlato. Ma quel che ancora di più mi induce a collegarle è il motivo (intuibile) per cui non se ne parla. I media (e non solo quelli italiani evidentemente) ormai tacciono le notizie: ma lo fanno in modo singolare; gettandoci addosso ad ogni ora del giorno (attraverso i loro siti sempre più infestanti il web) centinaia di migliaia di “non-notizie” nella cui giungla risulta difficile trovare quelle vere (anche quando ci sono), come lo è trovare il classico ago  nel pagliaio…Ma in questo caso è peggio;

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perché le notizie sono tali che in qualsiasi corso di giornalismo (quelli che ormai servono soprattutto  alle “grandifirme “ per incrementare “prestigio” e reddito) verrebbero ritenute da prima pagina: Perché in Bretagna è in corso da alcuni giorni una vera e propria  rivolta popolare la cui scintilla è stata la cosiddetta ecotassa che il Governo Hollande – Ayrault (quest’ultimo promosso direttamente primoministro da sindaco di Nantes, antica capitale proprio della Bretagna!) intende far pagare dal 2014. Una versione contemporanea e abilmente mascherata della tassa sul macinato perché verrà applicata un tanto a Km sul trasporto stradale delle merci. il cui aggravio  ricadrà sia sui consumatori finali che sui produttori – prevalentemente agricoli – già penalizzati dalla crisi, dai costi della grande distribuzione monopolista e parassitaria, dal carico fiscale. Una notizia di per se clamorosa: una rivolta che non a caso viene guardata con interesse niente meno che dalla Sicilia dove non si è ancora del tutto sopita l’eco della “protesta dei forconi” e dove si da ampio rilievo alle notizie che arrivano dalla lontana costa atlantica in vista di una giornata di lotta ipotizzata per l’8 dicembre prossimo. Ma una notizia che ne farebbe emergere ben altre tenute artatamente in naftalina: dal fatto conclamato che Hollande in pochi mesi si è giocata tutta la simpatia che lo aveva portato a battere Sarkosy e che è ormai ritenuto il peggior presidente che la Francia abbia mai espresso. E la previsione inquietante, ma che dovrebbe suggerire una drastica inversione delle politiche della criminalità finanziaria che le sta imponendo, che a beneficiare elettoralmente del suo tracollo non sembra dover essere il predecessore, ma Marine Le Pen, leader xenofoba ma intelligente e attenta ai sempre più insopportabili disagi popolari…Ma non una riga sui nostri maggiori quotidiani; Niente sui TG se non qualche servizio di “colore” (i berretti rossi sono “telegenici”) passato nel limbo informativo di euronews…Per informarsi bisogna andare come e per i motivi appena detti nelle testate on line siciliane e nei blog più aperti a quel che succede fuori dal cortile di casa; quelli gestiti da redattori democratici e indipendenti. Così come si deve cercare in Abruzzoweb (o tuttalpiù in qualche notizia Ansa e grazie all’inviato de “il fattoquotidiano che segue abitualmente i “No Tav”) le foto dei sindaci della valle di Susa in fascia tricolore scattate assieme al collega Cialente nel capoluogo abruzzese. O – addirittura – i filmati dell’esponente PD – primocittadino de L’Aquila – che parla senza tradire il minimo disagio da un tavolo addobbato non dalla bandiera italiana ma da quella (ormai famosa)  del “treno crociato”  nonostante le scomuniche che i maggiorenti (maggior collusi) del suo partito e il capo del governo lanciano, un giorno si e uno anche, contro i valsusini.

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Una “cornice” che basterebbe da sola a fare notizia, ma c’è di più: c’è una alleanza stipulata in nome del comune convincimento della necessità di usare le preziose risorse pubbliche per la tutela preventiva di territorio e ambiente (e quando questo non è stato colpevolmente fatto perlomeno per la ricostruzione immediata di quanto distrutto periodicamente da terremoti, alluvioni e…grandi opere inutili e imposte). Ma non cercate queste cose – le cose che interessano davvero i cittadini valsusini, aquilani o bretoni che siano – (le cose che servirebbero a “fare gli europei”) –  su Repubblica ma neanche su Le Monde: i loro “editori” e purtroppo anche i loro vecchi e giovani redattori (tranne sempre meno lodevoli eccezioni) fanno parte di quella stessa casta che una tantum fingono di denunciare. Anzi: della cupola che da essa si estende sino alle cosche che – con le banche per cui il denaro non puzza mai, neanche quando gronda sangue – stanno allontanando Starsburgo dall’orizzonte dei cittadini come  fosse un puntino sul pianeta più distante dell’ultima delle galassie.

Borgone, 11 novembre 2013 – Claudio Giorno

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