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UN TRANQUILLO WEEK END CONTRO LA PAURA

maggio 20, 2013

Sono stato a Rivoli sabato 18 maggio e a Orbassano – ieri domenica – ad ascoltare Giulio Cavalli, Nando Dalla Chiesa e Martina Panzarasa. Un tranquillo finesettimana “No Mafie” organizzato da ARCI Piemonte e Valle Susa e da altre associazioni di cittadini che ritengono e propongono che si possa sottrarre qualche ora allo struscio nelle gallerie dei centri commerciali per dedicarle (anche) a capire perché ce ne sono ormai molti di più di quanti clienti possano avere (di ipermercati, e non solo per colpa della crisi). Dico subito che non si è trattato di un “sacrificio” perché tutti i relatori e coloro che sono intervenuti hanno detto cose molto interessanti e niente affatto scontate. E soprattutto perché sono emersi punti di vista originali di uno scenario dato: l’invasività delle mafie al nord dove ormai sono di gran lunga più presenti e potenti che nelle regioni di origine. Uno scenario dato, ma meno “scontato” di quanto si possa immaginare perché la “cosa” continua ad essere sottovalutata da pezzi di opinione pubblica e negata da molti politici (e non solo come è ovvio da coloro che con essa sono collusi). Dico subito (a beneficio di chi non mi conosce ma mi legge) che sono un cittadino normale che da tempo, ma senza farne oggetto di impegno militante e senza la continuità che sarebbe dovuta, si interessa del fenomeno e soprattutto dell’inquinamento della politica che questo ha determinato e sempre di più determina. Per cui non mi sento in grado di “relazionare” in modo preciso e articolato (come la serietà del tema pretende) su questi o altri incontri. Tuttavia credo di poter svolgere una riflessione sintetica da postare sul mio blog “semiclandestino” o su una delle mailing list del movimento No Tav che frequento.
Proprio perché non mi sento in grado di svolgere un resoconto ortodosso preferisco qualche considerazione a margine: Cavalli, Dalla Chiesa e Panzarasa sono persone di età assai diversa, appartengono ad almeno tre generazioni ed hanno una provenienza culturale e politica non comune. Eppure le loro analisi coincidono. La severità con cui evidenziano i limiti dell’azione politica, i ritardi (un po’ razzisti e sicuramente presuntuosi) della presa di coscienza dei cittadini del nord, l’inadeguatezza degli strumenti messi a disposizione dalle istituzioni. Dalla Chiesa quasi si arrabbia quando gli chiedono se le recenti prese di posizione del mondo dell’ imprenditoria lombarda segnano un taglio con un passato “distratto…Se, come è stato per la Confindustria siciliana, ci si può attendere un riscatto da parte di un mondo che per anni ha fatto affari turandosi il naso per non sentire l’odore dei soldi…”Non bastano i convegni” – scandisce tenendo con due mani il microfono e spiega con passione che In Sicilia è successo che i costruttori edili sono finiti in minoranza e che le aziende che devono competere in ambiti internazionali non potevano più permettersi di pagare pizzo e tangenti perché finivano fuori mercato (non godendo dei margini che solo la filiera corruttrice del calcestruzzo consente)…Mentre – paradosso della storia industriale – oggi a Milano è l’Expò che traina il fatturato di Assolombarda con la costruzione di grattacieli-uffici che non apriranno mai, di capannoni destinati a rimanere vuoti e di alloggi che resteranno sfitti…Uno squarcio che chiarisce ancora meglio quanto sentito dire solo il giorno prima da Cavalli circa il moltiplicarsi del modello Buccinasco: l’operazione “Infinito” in territorio lombardo come la “Minotauro” in quello piemontese fotografano le macerie”. E non potrebbe essere altrimenti: non si può chiedere ai magistrati di svolgere un ruolo di supplenza della politica (qui come altrove, salvo poi accusarli di indossare toghe di colore diverso da quello tradizionale)…La politica va restituita ai cittadini che non sanno che per eleggere un consigliere di un comune piccolo (ma strategico per il business della speculazione edilizia e della ripulitura del denaro del traffico di coca che “spiega” i supermercati vuoti come gli alloggi sfitti) bastano poche centinaia di preferenze. Perché la gente vuole un’altra legge elettorale ma la dove gia oggi si possono esprimere le preferenze non lo fa…e così rende estremamente facile condizionare una piccola amministrazione (ma anche qualche municipio di media grandezza) con pacchetti di voti” che a prima vista sembrano trascurabili. Quel che sta emergendo proprio in questi giorni a palazzo di giustizia di Milano, con tutti i fotoreporter e cineoperatori che sgomitano per un primo piano di Rubyrubacuori, di Lelemora o di Emiliofede mentre appena qualche aula (semideserta) più in la si svelano i meccanismi attraverso i quali “vecchia” e “nuova” ‘ndrangheta, i Papalia e i Barbaro definiscono la continuità e perfezionino con i Luraghi la contiguità con l’imprenditoria…

domenica No Mafia a Orbassano

domenica No Mafia a Orbassano

Ma allora cosa si può fare, si chiedono le molte persone intervenute alle due iniziative, ma a Dalla Chiesa i panni del pessimista vanno stretti: “si fa già moltissimo, bisogna soprattutto dare metodo e continuità alle iniziative di sensibilizzazione come quelle di questo fine settimana che danno molto più fastidio di quanto potrebbe sembrare se è vero che si è tentato di costruire la categoria dei professionisti dell’antimafia proprio per provare a depotenziare la cittadinanza attiva”. E smetterla coi luoghi comuni come quello che “si debba cominciare dalle scuole” per dotare di anticorpi i cittadini di domani: nelle scuole si fa moltissimo, lo si fa da anni: “vorrei che in un discorso di capodanno il capo dello stato ringraziasse gli insegnanti che da decenni si impegnano in un lavoro oscuro e sottovalutato – al limite (e qualche volta oltre) l’eroismo: Si ringraziano i magistrati, le forze dell’ordine ma ci si dimentica di una categoria che nella formazione di una coscienza civica sta avendo un ruolo decisivo”…
Una coscienza civica – ha commentato una mamma di Rivoli, quasi in conclusione dell’incontro di sabato – che molti militanti dei partiti di sinistra hanno dimostrato di possedere nell’impegno contro il terrorismo mentre le mafie – anche approfittando dell’angoscia provocato dai delitti degli anni di piombo (e dalle loro stesse stragi commistionate con quelle fasciste) conquistava silenziosamente il nord… (Con la lega che ululava alla luna e faceva affari al buio, aggiungo io).
Rivoli-Orbassano, 18 e 19 maggio 2013 – Claudio Giorno

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