Skip to content

SENTENZA SEVESO

aprile 22, 2013

“Gli abitanti di Seveso non hanno diritto a un risarcimento danni per la mancata bonifica, da parte della societa’ Icmesa, dell’area colpita dagli effetti inquinanti del disastro ambientale avvenuto il 10 luglio del 1976, quando il reattore chimico della fabbrica era esploso diffondendo nel territorio circostante un’ingente quantita’ di diossina. Lo ha stabilito la Cassazione, rigettando il ricorso di numerosi cittadini, contro la sentenza con cui la Corte d’Appello di Milano aveva rigettato le loro istanze risarcitorie.” Fin qui la scarna notizia battuta dall’AGI alle 14:59 di oggi 22 aprile 2013.
Seveso-3-la-nuova-direttiva-contro-i-rischi-industriali_h_partbOra se c’è una cosa che non bisognerebbe mai fare è commentare una sentenza prima che ne siano state pubblicate le motivazioni. E se c’è un’altra, di cose, che connota il malcostume e la modesta professionalità della categoria dei giornalisti italici, è l’abitudine di attribuire alle sentenze di Cassazione un valore universale: che “facciano giurisprudenza”, vale a dire che possano essere adoperate come una sorta di precedente per alcune successive sentenze fin dal primo grado di giudizio è senz’altro vero. Ma è falso che stabiliscano una volta per tutte che “non c’è violenza sessuale se una donna indossa jeans attillati”. Così come non può illudersi di svangarla ogni automobilista che venga sorpreso al volante in stato di ebbrezza. Come successo a un fortunato alcolista “anonimo” di Gorizia graziato dalla suprema corte nel lontano 2004 solo perché l’ incidente aveva avuto lievi conseguenze…Provate a rifarlo oggi e vediamo quanti tribunali vi restituiranno patente & punti
Ma questa volta no. Non c’è bisogno di aspettare di leggere un quintale – un quintale e mezzo – di pagine di dotte motivazioni. Anche perché a “far giurisprudenza” ci aveva appena pensato nientemeno che la Cortecostituzionale risolvendo a favore del profitto della Famigliariva il “conflitto di attribuzione” sollevato dal tribunale di Taranto circa la liceità di vendere come se niente fosse l’acciaio prodotto dall’Ilva in palese violazione dei provvedimenti cautelativi della salute dei cittadini.
Sono passati quasi quarant’anni dall’esplosione che causò la nube di diossina che avvolse la città di Seveso e oggi viene sancito che non esiste garanzia del diritto ad essere risarciti almeno del danno economico subìto. Con quale fiducia possono guardare alle rassicurazioni dei Ministriclini di ieri, dei Ministrisaggi di domani (e dei Presidenti rieletti a furor di partiti in decomposizione), tutti quei cittadini la cui salute è ogni giorno di più subordinata alle “ragioni dell’economia” e al ricatto dell’occupazione?
Novi Ligure, 22 aprile 2013 – Claudio Giorno

Annunci
One Comment

Trackbacks & Pingbacks

  1. SENTENZA SEVESO | gazzellanera

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: