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UGO BERGA: UN GIGANTE SUL PALCO DEL PICCOLO TEATRO PEREMPRUNER NELLA CITTA’ DEI 68 MARTIRI DELLA RESISTENZA

aprile 15, 2013

Grugliasco non è più un paese e forse non sarà mai una città, nonostante la scritta che compare sulle auto dei vigili e sul palazzo comunale.  L’edificio che ospita il Municipio sembra essere stato teletrasportato dalla periferia della Mosca ancora sovietica e interrato proprio davanti all’antica manica dal cui androne si accede alla corte che ospita l’ingresso del teatro. Una platea accogliente e un palco di tutto rispetto che potrebbero essere presto abbandonati perché questo centro che non c’è, dove la qualità edilizia è stata sacrificata alla quantità, dove vecchie case di corte a due piani fuori terra si alternano disordinatamente ad anonimi condomini/dormitorio rivestiti in “paramano”, appare spopolato. La vita pulsa altrove: nelle gallerie aperteanchedidomenica del “centro commerciale de ”Le Gru”, prima esperienza conclamata di corruzione di una giunta di sinistra, la fine annunciata e celebrata della diversità del PCI. E l’amministrazione comunale d’oggi – di uno scolorito e residuale PD orientato a privatizzare anche le coscienze – non sa che farsene di un teatro a spesa pubblica… E’ in questo crepuscolo di quel che fu il sogno del comunismo dal volto umano che Ugo Berga, classe 1922 – Partigiano Combattente e Commissario Politico della 106^ Brigata Garibaldi “Giordano Velino” – è stato chiamato dai giovani della rinnovata e gloriosa sezione ANPI a testimoniare un arco di vita coraggioso e senza compromessi. P1000251rszUn percorso lungo quanto costante per la continuità dell’impegno politico, la fiera indipendenza di giudizio su tutto quanto valeva una presa di posizione, e soprattutto autenticamente laico. Ugo si schermisce quando – invitato a salire i gradini che portano sul palco – gli si chiede di intervenire per primo: “Vi ringrazio per le parole gentili usate nei miei riguardi, forse molto superiori ai miei meriti, perché – come dico sempre – il mio più grande merito di partigiano è quello di essere ancora vivo!”… Una frase che da sola potrebbe rappresentare l’autobiografia di un uomo cui se gli anni e un po’ di acciacchi hanno rubato qualche centimetro di altezza, hanno però restituito metricubi di grandezza. Una misura che – corroborata da un’intelligenza non comune e intatta – ne fa un testimone eccezionale di un arco temporale in cui stanno scritte tutte le miserie e nobiltà del nostro paese e la chiave di lettura di quel che potrà essere; (spiegato attraverso quel che è stato). E Ugo non si è sottratto alla difficoltà del tema della giornata di lavoro: una intera domenica, la prima di sole pieno, di una primavera avara: “l’EMERGENZA DEMOCRATICA IN VALLE DI SUSA”: un tema che divide l’ANPI, le generazioni, i partiti, le istituzioni ma posto senza possibilità d’equivoco dai giovani attivisti di Grugliasco e affrontato senza ambiguità (non ne sarebbe capace) dall’anziano partigiano col foulard garibaldino al collo: Incapace (oltre che di ambiguità), di retorica Ugo ha ricordato innanzi tutto come la Resistenza italiana – la “sua” resistenza – debba essere considerata una scelta coraggiosa, ed eroica per molti (e in particolare per coloro che hanno dato la vita), ma maturata comunque dopo rovinose sconfitte dell’Asse come Stalingrado ed El Alamein e in un momento, quindi, in cui vi era consapevolezza, se non certezza, che il nazifascismo sarebbe stato sconfitto. Una situazione ben diversa dalla Resistenza jugoslava (ma anche quella francese) iniziate quando nessuno poteva andare oltre una tenue speranza di una sconfitta finale e definitiva di Hitler! E ha evidenziato tutta l’enorme differenza tra quel che avviene oggi in Val di Susa rispetto a ciò che vi accadde tra il 1943 e il 1945! Ma lo ha fatto sottolineando anche alcune analogie che stanno alla base dell’adesione senza se e senza ma sua e delle Sezioni di zona alle manifestazioni del Movimento No Tav in difesa del territorio, della qualità della vita, ma soprattutto del diritto di un popolo di decidere del proprio futuro e del miglior uso delle risorse: una serie di valori non negoziabili scritti nella Costituzione Italiana che è il vero grande lascito della Resistenza. Una Carta in cui anche i rappresentanti di coloro che non avevano aderito alla lotta di liberazione seppero dare il meglio di se consentendo l’avvio su solide fondamenta dello straordinario miglioramento della qualità della vita che solo l’egoismo ottuso del vero neofascismo rinascente – la dittatura dei mercati – è riuscito a mandare in crisi.  E contro cui – probabilmente – spetterà alla generazione dei giovani prendere quel testimone che la “generazione di mezzo” (quella di chi scrive), non ha saputo raccogliere.

Grugliasco, 14 aprile 2013 – Claudio Giorno

Per saperne di più su Ugo Berga: un articolo del 2011 di Valter Giuliano: http://www.valsusafilmfest.it/album/LA%20STAMPA%20Ugo%20Berga%2011dic2011.pdf

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