Skip to content

MEMORIA PER LEGISLATORI

marzo 25, 2013

L’area dove siamo andati assieme sabato mattina 23 marzo 2013 – cittadini e parlamentari neoeletti –  e dove sorge il cantiere LTF per la realizzazione della galleria geognostica (propedeutica alla realizzazione del tunnel ferroviario di base di 58 Km della nuova linea tra Lyon e Torino) è già stato teatro di una Grande Opera, una delle tante che ha interessato la Valle di Susa nell’arco di oltre mezzo secolo: i viadotti e le gallerie della Maddalena dell’autostrada del Frejus.

quando la realtà supera la fantasia: il graffito a futura memoria sulla pila del viadotto autostradale circondato dalla devastazione del cantiere TAV...

quando la realtà supera la fantasia: il graffito a futura memoria sulla pila del viadotto autostradale circondato dalla devastazione del cantiere TAV…

E’ accaduto tra il 1984 e il 1l 1994 nei dieci anni che – dopo la realizzazione del Tunnel Autostradale di valico – furono “necessari” per raccordarlo con la rete viaria italiana. I francesi – per fare la stessa cosa – ci misero oltre vent’anni! L’Italia accumulò un altro genere di ritardo, recependo solo dopo molti richiami le direttive europee sul VIA (la Valutazione di Impatto Ambientale), mentre ce vorranno ancora molti altri per recepire la VAS (Valutazione di Impatto Strategico: la procedura pensata per tutelare casi estremi proprio come quello della Valle di Susa dove è la somma delle molte infrastrutture già presenti sul territorio a rendere a priori insostenibile l’aggiunta di un ulteriore progetto). All’epoca non c’era quindi nulla di tutto ciò e a seguito della lotta molto determinata delle associazioni ambientaliste e di alcuni sindaci particolarmente combattivi la SITAF (la concessionaria di Autostrada e Traforo) propose alla Regione Piemonte un Protocollo di Intesa per la “Ottimizzazione dell’Impatto Ambientale” in cui si impegnava unilateralmente (e ”bontà sua”: non furono mai previste sanzioni per le inadempienze) a introdurre qualche variante di progetto tesa a mitigarne – per quel poco che era possibile – l’impatto sul territorio. Ma qui e ora mi interessa rammentare a chi si accinge a svolgere attività legislativa, le aspettative che poneva nella introduzione di una nuova legislazione di tutela ambientale chi come noi lottava contro l’aggressione permanente del territorio su cui viveva: All’epoca si diceva che un proponente un’opera (privato e a maggior ragione pubblico) avrebbe dovuto essere vincolato a destinare delle risorse di pari entità di quelle previste per la progettazione dell’opera a un fondo pubblico gestito dagli enti preposti al controllo (ministero dell’ambiente, assessorati regionali al territorio ecc) affinché i portatori di interessi diffusi e i cittadini “destinatari” dei cantieri potessero incaricare tecnici di valore e dotati degli stessi (costosi) strumenti dei proponenti di svolgere contro-perizie e studiare adeguatamente le criticità che sconsigliano l’esecuzione di un’opera. Niente di tutto questo è successo (tranne misure discutibili come il distacco di qualche tecnico pagato da ENI o ENEL presso la Commissione di VIA del Ministero dell’Ambiente dove finiscono loro malgrado per svolgere ruoli di intrinseca ambiguità). Nel caso della Val di Susa – poi – siamo andati ben oltre: tutti gli studi e le controdeduzioni di un quarto di secolo di contestazione del TAV (ma prima dell’autostrada, degli elettrodotti, centrali, dighe, acciaierie ecc), i costosissimi ricorsi amministrativi e quant’altro sono stati frutto di attività volontaria e non profit di docenti universitari, tecnici, legali. medici ecc ecc. E hanno gravato sui bilanci comunali e di Comunità Montana fin che è stato possibile: e oggi anche questi atti si è dovuto trovare il modo di finanziarli attraverso le donazioni spontanee dei cittadini! Non sappiamo quanti altri casi simili possano esserci in Italia e in Europa! Forse è arrivato il momento (oltre che per abrogare qualche migliaio di leggi inutili) di promulgarne un paio che servano a consentire ai cittadini di tutelarsi nelle sedi giudiziarie e amministrative competenti contro lo strapotere della miriade di SpA a capitale pubblico che concessionarie e municipalizzate rappresentano e che usano i nostri soldi (oltre che per alimentare la bulimia della politica) anche per impedirci la legittima difesa.
Chiomonte – 23 marzo 2013 – Claudio Giorno

Annunci
Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: