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POLITICAMENTE SCORRETTO 4/ UN’ESTATE FA: VIA MASERA, VIRANO PIGLIATUTTO

marzo 3, 2013

Sono tanti i misteri d’Italia e temo non basti neanche lo tsunami di cittadini catapultati nelle istituzioni da Beppe Grillo per venire a capo dei più datati e dolorosi che hanno costellato poco meno di un secolo di storia recente. Ma qui nel profondo nordovest ci accontenteremmo di un po’ di trasparenza anche solo in quelle delicate procedure da cui può discendere che una nuova scommessa, giocata con il debito pubblico per posta, possa rivelarsi più dannosa persino dei derivati. Com’é appunto il rischio connaturato all’idea di una nuova ferrovia tra Torino e Lyon. Un rischio conclamato tra gli stessi proponenti se è vero che la travagliata analisi costo/beneficio (che a buon senso avrebbe dovuto costituire l’ atto preliminare e propedeutico per sancire la decisione se avviare oppure no il progetto) è in realtà stato partorito come documento “conclusivo ma non concluso” del complesso iter autorizzativo!  Ho provato a individuare, nelle “puntate precedenti”, alcuni di coloro cui dobbiamo tante e così brillanti trovate che hanno via via trasformato il Tav Torino-Lyon in un simbolo negativo delle grandi opere inutili e imposte ai cittadini non solo della Valle di Susa ma di tutto il vecchio continente. Ma la “pattuglia acrobatica” che da un quarto di secolo si esibisce in “figure” sempre più difficili aumentando il rischio per gli spettatori che guardano le loro evoluzioni col naso all’insù e una mano sul portafogli è alquanto numerosa e – come sempre – più ricca di generali che di soldati semplici. Comandanti di rango come Rainer Masera.
l43-110305210334_bigBanchiere e manager – classe 1944 – quando approda alla presidenza della Commissione Intergovernativa per la Tav sotto le Alpi si porta in dote un curriculum impressionante: “aveva iniziato a occuparsi di istituzioni finanziarie nel 1971 entrando nella Banca per i regolamenti internazionali di Basilea. Nel 1975 diviene il più giovane direttore centrale della Banca d’Italia e, proprio su nomina del potente Direttore Generale di Bankitalia prestato alla politica (uno dei tanti: Lamberto Dini), diventa addirittura Ministro del Bilancio e della programmazione economica (dal 1995 al 1996)! Direttore generale dell’IMI per ben dieci anni, dal 1988 al 1998, viene nominato amministratore delegato della nuova banca nata dalla fusione con l’istituto bancario San Paolo di Torino, per poi assumerne la presidenza tra il 2001 e il 2004. Di presidenza in presidenza si trasforma da banchiere in ferroviere dal 2004-2007 al vertice di Rete ferroviaria italiana e di qui a presidente della delegazione Italiana della Commissione Intergovernativa per la Torino-Lyon il passo pare persino conseguenziale . Torna all’antica passione nel 2007 come managing director e chairman del Gruppo istituzioni finanziarie per l’Italia della (poi famigerata) Lehman Brothers; stesso anno (evidentemente un po’ sfigato) in cui finisce tra gli indagati per il crac della Cirio. E’ cavaliere del lavoro (carica per la verità un po’ inflazionata nel nostro paese). Ma – se si cerca con attenzione – scopriamo che anche lui ha ricevuto – il 7 settembre 2005 – dall’ambasciatore di Francia la ben più esclusiva Legion d’honneur! “Notata l’assenza dei vertici di SanPaolo-Imi” annota maliziosamente l’agenzia Radiocor de il sole24ore, ma non c’è dubbio che anche Masera – attraverso il passaggio a nordovest – sia divenuto un legionario! E che legionario, visto che risulta membro di quanto di meglio esiste come club elitari, dall’Università Luiss al Gruppo Bildelberg. Di lui hanno scritto che “è stimato e anche temuto per le sue grandi capacità di muoversi nelle acque spesso agitate del mondo creditizio italiano. Capace di vincere battaglie dure contro ossi altrettanto duri”. Il che mal si concilia con le dimissioni che presenta sorprendentemente e improvvisamente (e senza che se ne abbia una motivazione pubblica), il 17 luglio del 2012, dall’incarico di presidente della delegazione Italiana della Commissione Intergovernativa per il “Tav Torino-Lyon che aveva mantenuto anche dopo l’uscita dal vertice di RFI. Le notizie che compaiono in quei giorni sui quotidiani sono laconiche e circondate da un velo di mistero: Tocca a Passera e Ciaccia due “colleghi” di Masera di quella che adesso si chiama Intesa San Paolo e a loro volta prestati alla politica (a proposito: ma quanti banchieri si affannano al capezzale della Torino-Lyon), intervenire tempestivamente per non lasciare la “sede vacante”. Nei giorni successivi trapela qualche “precisazione” che sembra essere stata scritta da Masera stesso nella sua lettera di addio che era stata formalizzata il 28 giugno: «Le dimissioni sono contestuali alla chiusura della struttura di missione sulla Torino-Lione presso la presidenza del Consiglio dei ministri,trasferita al ministero delle Infrastrutture a partire dallo scorso 30 giugno nell’ambito delle misure della spending review». Ma per fugare ogni dubbio e rimarcare la “volontà di realizzazione della Tav” il superministro di Mariomonti decide istantaneamente che sia lo stesso Mariovirano a subentrare venendosi così a sommare nella stessa persona le figure di Presidente dell’Osservatorio per la verifica della desiderabilità dell’opera, di Commissario per la sua realizzazione e di Presidente della delegazione italiana in seno alla Commissione Intergovernativa italofrancese! Alla faccia dei conflitti di interesse! “Il messaggio è dunque chiaro”, scrive il cronista de La Stampa nel suo resoconto dell’epoca. «Dal governo arriva ancora una volta un segnale molto forte della volontà di realizzare la Tav Torino-Lione, senza indietreggiare neppure di un millimetro», rimarca il Presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta. “La scelta di Virano non è casuale: alla fine del 2012, infatti, scade il mandato dell’attuale presidente della Cig, l’ex ministro francese Luis Besson, e dal primo gennaio la presidenza di turno è previsto sia affidata al capo della delegazione italiana, che ora è Virano…” Col senno del poi si potrebbe anche azzardare che sia questo il motivo che non trapelò ne poteva trapelare che indusse Masera a “farsi da parte”… Il passaggio del testimone da Besson al suo delfino italienne… “I delicati nodi che la Tav deve fronteggiare nei prossimi mesi – a cominciare dalle richieste fatte nei giorni scorsi dalla Francia che vuole un nuovo trattato internazionale dall’Italia e altre risorse finanziarie dall’Unione Europea – prima del via libera del governo, sono in luogo alla Cig, e ora appunto a Virano.” Continuava la corrispondenza del quotidiano subalpino di luglio dello scorso anno che aggiungeva “Inoltre insieme a Masera – da quanto si è saputo a Torino – si è dimesso anche il segretario generale della delegazione italiana all’interno della Commissione intergovernativa italo-francese sulla Torino-Lione. Il suo successore, nominato dal governo nei giorni scorsi, è l’ingegnere Rossella Napoletano”. Che sia finalmente la volta di una legionaria? Quote rosa anche a palazzo Farnese?
Borgone Susa, 3 marzo 2013 – Claudio Giorno

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