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PECHINO-BERLINO

febbraio 11, 2013

Storditi dalla campagna elettorale più provinciale degli ultimi 50 anni abbiamo rischiato di perdere la notizia: la Cina è da ieri – ufficialmente – la prima potenza commerciale  mondiale. Forse lo si poteva già immaginare un quarto di secolo fa, quando una parte sempre più consistente dei prodotti che ci entravano in casa, la quasi totalità dei giocattoli dei nostri bambini, mostravano la scritta Made to the People’s Republic of China sempre meno nascosta agli occhi anche meno curiosi. E infatti qualcuno se lo immaginò. Ma oggi è un fatto e il tempo che ci è voluto a renderlo tale è forse molto più veloce di quanto possa sembrare. Il che autorizza a immaginare come l’accelerazione con cui potrebbero manifestarsi altre e più recenti previsioni possa mettere del tutto fuori gioco le “politiche per la crescita” che gli eurogoverni hanno appena varato dopo una notte di litigi furibondi e col risultato immediato di attirasi addosso l’ostilità manifesta dell’europarlamento!
Un esempio? I giornali ci dicono che secondo l’analista Jim O’Neill di Goldman Sachs Group, entro il 2020 le esportazioni tedesche in Cina saranno il doppio rispetto a quelle dirette in Francia! Gioverà ricordare che Germania e Francia confinano attraverso una pianura così vasta che non ci si accorge di star passando la frontiere se non per la segnaletica stradale…Che i due popoli – nonostante la relativamente recente tragedia della seconda guerra mondiale – sono ormai perfettamente integrati. Che proprio l’”Eurotorre” di Strasburgo più di qualsiasi altro monumento sta li a testimoniare la volontà di integrazione e che – appunto – l’Unione Europea è stata avviata prima di tutto come Mercato (Comune Europeo) per favorire gli scambi e la prosperità reciproche. Senza contare gli sforzi recenti di Sarkosy prima e Hollande adesso di flirtare con frau Merkel! E senza dimenticare che le mai abbastanza invocate infrastrutture di collegamento tra i paesi europei non devono – nel loro caso – penetrare costosamente le montagne (che non ci sono) per favorire il traffico merci! Ma allora cosa ci dobbiamo aspettare che venga invocato nella ormai vicina campagna elettorale che si aprirà in Germania (in Francia si è appena votato): il Tav/Tac Belino-Pechino? Il rovesciamento del corso del Danubio (navigabile) individuandone la foce verso Hong Kong? La costruzione di un astroporto al posto della obsoleta (prima ancora d’essere terminata) stazione sotterranea di Stoccarda (incautamente battezzata S21 come fosse l’opera più importante dell’attuale secolo?)…In attesa di quel che ci riferiranno i corrispondenti tv (con sullo sfondo la porta di Brandeburgo) cerchiamo di sopravvivere alla “nostra” campagna elettorale: coraggio, solo un paio di settimane e forse ne possiamo uscire ancora vivi…
Borgone Susa, 11 febbraio 2012 – Claudio Giorno timthumb

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